MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE 

 DIPARTIMENTO PROVINCIALE DEL MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE DI  ASTI

Direzione Provinciale dei Servizi Vari

DOMANDE FREQUENTI

Per conoscere la risposta alla domanda clicca sul pulsante verde

 

Per tornare all'elenco delle domande clicca sul tasto "indietro", in alto a sinistra dello schermo.

Nelle risposte la Direzione Provinciale Servizi Vari del Tesoro, sarà indicata con l'abbreviazione D.P.S.V.

    Gli stipendiati e i pensionati possono usare l'autocertificazione?

    Che cosa sono le detrazioni fiscali e come si richiedono?

    Che cos'è l'assegno per il nucleo familiare e chi lo può richiedere?

    Come si può riscuotere lo stipendio?

    Come si ottiene l'accreditamento per il conto corrente bancario o postale dello stipendio?

    Come si può ottenere la cessione del quinto dello stipendio o il piccolo prestito I.N.P.D.A.P.?

    Chi ha diritto all'indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati (Legge 210 del 25/02/92)?

    Che cosa si deve fare quando si richiede una variazione su una Pensione di Guerra o su una Pensione Ordinaria Privilegiata Tabellare?

    Che validità ha l'assegno di pensione?

    Che cosa si deve fare in caso di smarrimento, furto o distruzione dell'assegno di pensione?

    Che cosa si deve fare in caso di decesso del titolare della pensione?

    Come si richiede la Pensione di reversibilità di una Pensione di Guerra?

    Quali sono i diritti del cittadino?

 

 


Gli stipendiati e i pensionati possono usare l'autocertificazione?

I nuovi regolamenti estendono i casi nei quali si può utilizzare l'autocertificazione. Basta una semplice dichiarazione firmata dall'interessato per sostituire i normali certificati e dichiarare alle amministrazioni pubbliche ed ai gestori di servizi pubblici una lunga serie di fatti, stati e condizioni. 

Si possono certificare:

- data e luogo di nascita
- residenza e cittadinanza
- stato civile e stato di famiglia
- esistenza in vita
- nascita del figlio
- decesso del coniuge, dell'ascendente e del discendente
- persone a carico
- qualifiche professionali e tecniche
- titoli di specializzazione, abilitazione e formazione
- stato di disoccupazione
- qualità di pensionato, categoria, decorrenza e importo di pensione
- qualità di casalinga
- qualità di rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore
- qualità di studente
- titoli di studio e esami sostenuti
- godimento dei diritti politici
- non aver riportato condanne penali
- posizione agli effetti degli obblighi militari
- iscrizione ad Albi ed elenchi tenuti dalla Pubblica Amministrazione
- situazione reddituale ed economica
- assolvimento degli obblighi contributivi
- codice fiscale e partita I.V.A.
- dati e notizie a diretta conoscenza dell'interessato, anche riguardanti altri soggetti, contenuti nei registri dello stato civile.

I certificati e gli estratti di stato civile sono validi in tutto il territorio della Repubblica. i certificati rilasciati dalle Pubbliche Amministrazioni attestanti stati e fatti personali non soggetti a modificazioni (certificati di nascita, di morte, di residenza storica, relativi alla composizione del nucleo familiare ad una certa data, attestanti il conseguimento del titolo di studio, ecc...), hanno validità illimitata.

Le restanti certificazioni hanno validità di sei mesi dalla data del rilascio (certificati di cittadinanza, di matrimonio, di residenza, di famiglia, di iscrizione alle liste elettorali).

I certificati anagrafici, le certificazioni dello stato civile, gli estratti e le copie integrali degli atti di stato civile (residenza semplice, matrimonio, cittadinanza, stato di famiglia, ecc...), sono ammessi anche oltre i termini di validità. In questo caso l'interessato deve dichiarare che le informazioni contenute nel certificato non hanno subito variazioni dalla data del rilascio.

I dati relativi al cognome, nome, luogo e data di nascita, cittadinanza, stato civile e residenza attestati sul documento di riconoscimento in corso di validità, hanno lo stesso valore probatorio dei corrispondenti certificati. Pertanto all'atto dell'accettazione delle domande di prestazione o di servizio non devono essere richieste certificazioni né dichiarazioni sostitutive che attestano dati o qualità contenuti nel documento di identità.

La dichiarazione sostitutiva di certificazione

- va firmata dal cittadino interessato senza autentica;

- può essere presentata da un'altra persona o inviata via fax allegando la fotocopia del documento di identità (sono equipollenti alla carta d'identità: passaporto, patente di guida, patente nautica, libretto di pensione, patentino di abilitazione alla manutenzione di impianti termici, porto d'armi, tessere di riconoscimento rilasciate da amministrazioni dello Stato).

AUTENTICA DI COPIA

Si può dichiarare che è conforme all’originale:

·        la copia di un documento tenuto o rilasciato da una pubblica amministrazione

·        la copia di una pubblicazione, di un titolo di studio e di servizio

·        la copia di documenti fiscali che debbono essere conservati dai privati

Non è più necessario, quindi, far autenticare le copie di questi documenti in Comune o presso l’amministrazione a cui devono essere consegnati, ma è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà firmata davanti al dipendente addetto oppure presentata o inviata con la fotocopia del documento d’identità.

IMPEDIMENTO PER RAGIONI DI SALUTE

Quando una persona non è in grado di rendere una dichiarazione a causa di un temporaneo impedimento per ragioni di salute, un parente prossimo (il coniuge, o in sua assenza i figli o, in mancanza di questi, un altro parente fino al terzo grado), può fare una dichiarazione nel suo interesse. In questo caso la dichiarazione va resa, indicando l’esistenza di un impedimento temporaneo per ragioni di salute, davanti al pubblico ufficiale che accerta l’identità della persona che ha fatto la dichiarazione.

Per utilizzare correttamente l'autocertificazione si consiglia di chiedere informazioni direttamente all'ufficio che ha predisposto i modelli utili per l'applicazione delle nuove norme.

In caso di false dichiarazioni si incorre nelle seguenti pene:

1) Falsa attestazione di fatti di atto pubblico (art.483 del Codice Penale - Dichiarare il falso davanti a pubblico ufficiale) - reclusione fino a due anni

2) Uso di atto falso (art. 489 del Codice penale - Esibire dinanzi ad un pubblico Ufficiale un documento falso o non aggiornato) - reclusione fino ad un anno e quattro mesi

3) Dichiarazione mendace resa al pubblico ufficiale in atto pubblico (art.495 del Codice Penale - dichiarare il falso dinanzi al pubblico ufficiale relativamente all'identità allo stato o alle qualità personali proprie o di altri) - reclusione fino a tre anni

4) Dichiarazione mendace resa al pubblico ufficiale (art. 496 del Codice Penale - dichiarare il falso dinanzi al pubblico ufficiale relativamente all'identità allo stato o alle qualità personali proprie o di altri, senza che ciò concorra alla formazione di un atto pubblico) - reclusione fino ad un anno o multa fino ad un milione.

(G.U. del 7/3/2001)

Che cosa sono le detrazioni fiscali e come si chiedono?

La legge prevede delle riduzioni dell'imposta sui redditi in favore dei contribuenti che si trovano in determinate condizioni familiari o professionali.

Per i lavoratori dipendenti le detrazioni fiscali proporzionali al reddito, vengono applicate mensilmente dalla Direzione Provinciale dei Servizi Vari che eroga lo stipendio, in base ad un reddito annuale presunto e  regolarizzate in fase di conguaglio fiscale nel mese di febbraio dell'anno successivo, con il conteggio definitivo dello stipendio realmente percepito.

In aggiunta alle detrazioni per lavoro dipendente vengono concesse, a richiesta, le detrazioni per il coniuge, per i figli ed altri familiari a carico. Sia il coniuge che i figli ed i familiari a carico non devono superare come limite di reddito L. 5.500.000 (€ 2.840,51) annue. Per il coniuge e per i figli spettano anche se questi risiedono all'estero; per gli altri familiari non spettano se non risiedono con il dichiarante. 

L'importo delle detrazioni va rapportato ai mesi dell'anno per i quali i familiari sono a carico.

La detrazione per i figli a carico deve essere divisa tra i genitori e può essere ripartita tra di loro in modo discrezionale, oppure usufruita in misura intera ad uno solo di essi. 

Qualora il coniuge sia deceduto, il contribuente ha diritto alla detrazione pari a quella per il coniuge a carico per il primo figlio e per gli altri figli in misura intera. La stessa misura è corrisposta  per il figlio naturale riconosciuto dal solo contribuente se quest'ultimo non è coniugato o è legalmente ed effettivamente separato.

Anche per gli altri familiari a carico (con redditi non superiori al L. 5.500.000 (€ 2.840,51) purché conviventi o beneficiari di assegno alimentare) la detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in proporzione all'effettivo onere sostenuto da ciascuno. 

Il richiedente le detrazioni fiscali ha l'obbligo di comunicare tempestivamente le variazioni della situazione famigliare alla Direzione Provinciale dei Servizi Vari del Tesoro.

 La richiesta per ottenere le detrazioni di imposta o l'eventuale variazione viene sottoscritta sotto la propria responsabilità dal contribuente ed inoltrata su apposito stampato alla Direzione Provinciale dei Servizi Vari del Tesoro.

 

Che cos'è l'assegno per il nucleo familiare e chi lo può richiedere?

E' un assegno mensile il cui ammontare dipende dal numero dei componenti il nucleo familiare e dallo scaglione del reddito complessivo del nucleo stesso. In aggiunta all''assegno per il nucleo familiare si può concedere:

- per ogni figlio, escluso il primo un importo di Euro 10.33;

- per ogni figlio esclusi i primi due un ulteriore aumento di Euro 43.38

- per nuclei familiari con almeno un figlio minore, spetta la maggiorazione degli importi dell'assegno per il nucleo familiare.

La richiesta può essere fatta dai titolari di partita di stipendio.

Hanno diritto all'assegno di nucleo familiare:

- il titolare richiedente;

- il coniuge non separato legalmente ed effettivamente;

- i figli ed equiparati minori di anni 18;

- i figli ed equiparati maggiorenni totalmente inabili;

- i fratelli, le sorelle, i nipoti (minorenni o totalmente inabili orfani di entrambi i genitori).

L'importo dell'assegno è determinato sulla base delle tabelle stabilite annualmente con decreto nelle quali sono determinati gli scaglioni di reddito e gli importi. Il reddito da prendere in esame è quello conseguito dal nucleo familiare nell'anno precedente il primo luglio di ogni anno ed è valido per la corresponsione dell'assegno fino al 30 giugno dell'anno successivo.

Ad esempio: l'assegno dall' 1/7/2002 al 30/6/2003 si attribuisce in base al reddito dichiarato per l'anno 2001 con modello 730/modello Unico o CUD presentati entro il mese di giugno 2002.

Sono esclusi tutti gli importi di natura "risarcitoria" (indennità di accompagnamento - ecc...).

I limiti di reddito variano:

- in caso di richiedente vedovo, divorziato, separato legalmente, celibe, nubile;

- in caso di presenza di inabili (persone che si trovano, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, nell'assoluta impossibilità di dedicarsi a proficuo lavoro).

Per poter ottenere l'assegno di nucleo familiare bisogna presentare domanda sugli appositi modelli disponibili presso la Direzione Provinciale dei Servizi Vari del Tesoro. Qualora nel nucleo familiare siano comprese persone inabili deve essere prodotta la certificazione rilasciata dall'A.S.L. o dalla preesistente Commissione Sanitaria Provinciale. Per i figli adottivi, affiliati ed affidati deve prodursi copia del provvedimento dell'autorità giudiziaria; per i figli naturali legalmente riconosciuti la copia integrale dell'atto di nascita completo di paternità e maternità. 

La decorrenza per la concessione dell'assegno è dal primo giorno del mese in cui sorge il diritto all'assegno per il nucleo familiare. 

Le variazioni del reddito hanno effetto dal primo luglio dell'anno successivo a quello in cui si sono verificate. 

Le variazioni del nucleo familiare hanno effetto dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale si verifica la variazione, se rilevante ai fini della cessazione o della riduzione dell'assegno.

L'assegno è corrisposto per i figli, per i fratelli, sorelle, nipoti fino al compimento del 18° anno di età, salvo inabilità.

In caso di redditi di natura diversa da quelli di lavoro dipendente o assimilati, l'assegno per il nucleo familiare non spetta se il reddito di lavoro dipendente o assimilato è inferiore al 70% del reddito complessivo.

Per conoscere i limiti di reddito per la concessione dell'assegno di nucleo familiare per l'anno in corso visita la pagina dedicata alle circolari

Come si può riscuotere lo stipendio?

Come si ottiene l'accreditamento in conto corrente bancario e in conto corrente postale dello stipendio?

L'accreditamento dello stipendio in conto corrente bancario può essere richiesto presso un qualsiasi banca del territorio nazionale. La richiesta deve essere effettuata compilando l'apposito modello da ritirare presso la Direzione Provinciale dei Servizi Vari del Tesoro o direttamente presso lo sportello bancario. Il dipendente dovrà compilare la parte relativa alle generalità e al numero di partita di stipendio, e l'azienda di credito deve compilare la parte relativa alle coordinate bancarie ed al numero di conto corrente bancario. Il modello è composto di tre copie: una viene trattenuta dalla banca, una viene consegnata dall'ufficio di servizio ed una deve essere restituita compilata alla Direzione Provinciale dei Servizi Vari del Tesoro per l'applicazione.

L'accreditamento in conto corrente postale dello stipendio viene richiesto presso qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale e si effettua compilando l'apposito modulo rilasciato dalla Direzione Provinciale dei Servizi Vari del Tesoro o dall'Ufficio Postale.

In alternativa (è la formula meno frequente), si può effettuare la riscossione diretta presso la Banca d'Italia o presso un ufficio postale. Si effettua presentando al Capo dell'Ufficio di servizio per il NULLA OSTA, la richiesta di riscossione con l'impegno a recuperare il tempo utilizzato per recarsi agli sportelli prescelti. La dichiarazione va trasmessa successivamente alla Direzione Provinciale dei Servizi Vari del Tesoro.

Come si può ottenere la cessione del quinto dello stipendio o il piccolo prestito I.N.P.D.A.P.?

Il dipendente, dopo aver compilato la parte relativa al richiedente, presenterà al proprio Ufficio di Servizio il modello relativo alla richiesta di cessione del quinto dello stipendio o di piccolo prestito. L'Ufficio stesso, dopo aver completato la parte di propria competenza, lo trasmetterà alla Direzione Provinciale dei Servizi Vari del Tesoro. Quest'ultima, dopo aver certificato nella parte di propria pertinenza lo stipendio e le eventuali trattenute in corso, lo restituirà all'Ufficio di servizio per l'inoltro all'I.N.P.D.A.P.

Chi ha diritto all'indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati (Legge 210 del 25/02/92)?

Legge 210 del 25/02/92 - Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati

La legge 210 del 25 febbraio 1992 prevede l’erogazione da parte dello Stato, tramite le Regioni, di un indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie e trasfusioni e somministrazione di emoderivati.

Hanno diritto all’indennizzo:

  1. soggetti che, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di un’autorità sanitaria italiana, abbiano riportato lesioni o infermità dalle quali sia derivato una menomazione permanente della integrità psico-fisica
  2. persone non vaccinate che abbiano riportato, a seguito di contatto con persona vaccinata, lesioni o infermità dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica
  3. persone che per motivi di lavoro o per incarico del loro ufficio o soggetti a rischio operanti nella struttura sanitaria ospedaliera che si sono sottoposte a vaccinazioni anche non obbligatorie dalle quali abbiano riportato lesioni o infermità da cui sia derivata una menomazione permanente dell’integrità psico-fisica
  4. operatori sanitari che in occasione e durante il servizio abbiano riportato danni permanenti all’integrità psico-fisica conseguente a infezione contratta a seguito di sangue e suoi derivati provenienti da soggetti affetti da infezione HIV
  5. soggetti che risultino contagiati da infezione da HIV a seguito di somministrazione di sangue e suoi derivati
  6. soggetti che presentino danni irreversibili da epatite post-trasfusionale
  7. il coniuge che risulti contagiato da uno dei soggetti precedentemente indicati nonché il figlio contagiato durante la gestazione da madre che abbia avuto riconosciuto il diritto all’indennizzo.

Domanda di indennizzo

I soggetti interessati debbono presentare domanda in carta semplice utilizzando i moduli già predisposti presso l’A.S.L. territorialmente competente.

A tale domanda dovranno essere allegati documentazione amministrativa e sanitaria diverse a seconda dei casi che saranno esplicitati in sede di istruttoria.

 Termini per la presentazione della domanda

I soggetti interessati ad ottenere l’indennizzo debbono presentare la domanda entro il termine perentorio di tre anni nel caso di vaccinazioni ed epatiti post-trasfusionali o di dieci anni nei casi di infezione da HIV.

I predetti termini decorrono dal momento in cui, sulla base della documentazione, l’avente diritto risulta aver avuto conoscenza del danno. Pertanto se già trascorso tale termine, le domande non possono più essere accettate.

 

Che cosa si deve fare quando si richiede una variazione su una Pensione di Guerra o su una Pensione Ordinaria  Privilegiata Tabellare?

Per variare il domicilio o la residenza bisogna comunicare tempestivamente per iscritto alla Direzione Provinciale dei Servizi Vari del Tesoro il cambio di domicilio o di residenza. Per circa tre mesi saranno ancora localizzati gli assegni di pensione al vecchio domicilio. 

Per avere un accreditamento sul conto corrente bancario della Pensione presso una qualsiasi banca del territorio nazionale deve essere effettuata richiesta compilando direttamente presso lo sportello bancario, l'apposito modulo rilasciato dalla Direzione Provinciale dei Servizi Vari del Tesoro. Il pensionato deve compilare la parte relativa alle generalità e alla pensione, mentre l''azienda di credito deve compilare la parte relativa alle coordinate bancarie ed al numero di conto corrente bancario. Il modello è composto di tre copie: una viene trattenuta dalla banca, una viene consegnata al pensionato ed una deve essere restituita compilata alla Direzione Provinciale Servizi Vari del Tesoro per l'applicazione.

Per avere un accreditamento sul conto corrente postale della pensione presso un ufficio postale del territorio nazionale il pensionato deve farne richiesta compilando l'apposito modulo rilasciato dalla Direzione Provinciale del Tesoro.

Per effettuare la riscossione diretta il pensionato deve presentare l'assegno di conto corrente postale di serie speciale che perviene mensilmente presso il domicilio dichiarato all'ufficio postale.

Che validità ha l'assegno di pensione?

L'assegno di pensione ha validità tre mesi trascorsi i quali, senza l'avvenuta riscossione, va restituito alla Direzione Provinciale Servizi Vari del Tesoro che provvederà alla riemissione.

Che cosa si deve fare in caso di smarrimento, furto o distruzione dell'assegno di pensione?

Il pensionato deve compilare il modello di rinnovo (rilasciato dalla Direzione Provinciale delle Poste o del Tesoro) nella parte di propria competenza, l'ufficio postale deve compilare la parte dello stesso modello relativa al non avvenuto pagamento dell'assegno. La Direzione Provinciale Servizi Vari del Tesoro al ricevimento del modello compilato provvede ad una nuova emissione dell'assegno. Qualora l'assegno sia stato smarrito o rubato è necessario anche presentare la denuncia all''Autorità di Polizia.

Che cosa si deve fare in caso di decesso del titolare della pensione?

Gli eredi del Pensionato sono obbligati a comunicare al più presto la data di decesso, o con autocertificazione o presentando il certificato di morte ed a restituire tutti gli assegni di pensione che continueranno a pervenire per circa due mesi. Tutte le somme rimaste insolute alla data del decesso vengono liquidate al coniuge superstite. In mancanza dello stesso, ai figli o agli eredi che devono produrre richiesta e dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con le indicazioni delle esatte generalità e codici fiscali di tutti i figli o eredi, se il defunto ha lasciato testamento e se vi sono altri eredi. La documentazione si può ritirare presso gli sportelli Pensioni della Direzione Provinciale Servizi Vari del Tesoro.

Come si richiede la reversibilità di una Pensione di Guerra?

Il coniuge superstite, non legalmente separato per sua colpa, deve presentare domanda, in carta semplice, alla Direzione provinciale dei Servizi Vari competente per territorio. La domanda può essere presentata direttamente dal richiedente che la firma alla presenza del dipendente addetto oppure può essere inviata per posta o via fax. In questo caso non è necessario autenticare la firma ma è necessario inviare la domanda con la fotocopia di un documento di identità valido del richiedente.

Quali sono i diritti del cittadino?

Il cittadino deve sapere che tra i compiti più importanti dell'Ufficio Relazioni col pubblico c'è quella di garantire l’esercizio del diritto di accesso agli atti ed alle informazioni dell’Amministrazione, nel rispetto della trasparenza amministrativa. L’URP è quindi quello che accoglie le richieste di accesso formale agli atti, agevolandoti nell’esercizio di questo diritto.Trasparenza e modernizzazione dell’azione amministrativa si realizza in primo luogo  favorendo la consapevolezza dei diritti del cittadino introdotta dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.

1) DIRITTO ALL’INFORMAZIONE ( art 22, comma 1)

L’informazione è garantita e tutelata.

Durante l’orario di ricevimento del pubblico, puoi ottenere in tempo reale ogni notizia concernente pratiche che ti riguardano. Le stesse notizie, con esclusione di quelle che si riferiscono alla qualità ed agli importi dei tuoi assegni, possono essere fornite a persone diverse purché munite di una delega a firma autenticata.

Per via telefonica, invece, possono essere fornite solo informazioni di carattere generale.

2) DIRITTO DI PARTECIPAZIONE ( art. 7 e 8)

Se l’Amministrazione sta per adottare un provvedimento che ti riguarda, ti devono essere comunicati

1.      Qual è l’ufficio che sta procedendo e la persona (responsabile del procedimento) che se ne sta           occupando

2.      il contenuto del provvedimento che si sta adottando

3.      la possibilità di consultare i documenti.

Inoltre, nell’ambito di una concreta e attiva partecipazione, puoi segnalare eventuali disservizi o suggerire proposte per migliore la qualità del rapporto e dei servizi.

3) DIRITTO ALLA SEMPLICITA’ DELL’AZIONE AMMINISTRATIVA (art. 1 comma1)

La Pubblica Amministrazione, utilizzando tutte le risorse di cui dispone, deve operare con economicità, efficacia e pubblicità e non può aggravare le procedure se non nel caso in cui lo impone la particolare complessità della pratica.

4) DIRITTO AD AVERE UN UNICO INTERLOCUTORE (artt. 4 e 6)

L’amministrazione ha il dovere di comunicarti il nome del responsabile del procedimento che ha il compito di vigilare e rispettare i termini, definire l’istruttoria, e comunicarti il provvedimento finale e compiere ogni atto necessario alla definizione del procedimento

5) DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI ( artt. 22 e 26 )

Questo diritto, riconosciuto dall’Ordinamento a chi abbia un proprio interesse di rilievo, si concretizza sia prendendo visione di documenti amministrativi, sia ottenendone copia. Al fine di non intralciare lo svolgimento dell’attività amministrativa  la richiesta di accesso deve essere motivata e non deve soddisfare una semplice curiosità.

6) DIRITTO AD USARE LE AUTOCERTIFICAZIONI ( art. 18)

Ricordati che è possibile rilasciare dichiarazioni sostitutive delle seguenti certificazioni:

-         nascita;

-         esistenza in vita;

-         residenza;

-         godimento di diritti politici;

-         stato civile;

-         stato di famiglia,

-         iscrizioni in albi ed elenchi tenuti dalla P.A.;

-         posizione militare;

-         reddito familiare.

7)     DIRITTO A CONOSCERE I MOTIVI DELLA DECISIONE (art. 3)

Tutte le decisioni sui procedimenti amministrativi devono contenere una esauriente e completa motivazione e devono indicare il termine  e l’autorità alla quale puoi presentare  ricorso.

8)    DIRITTO ALLA CONCLUSIONE DEL PROCEDIMENTO ( art. 2, comma 1)

La Pubblica amministrazione ha il dovere di concludere ogni procedimento con una decisione finale entro tempi prestabiliti.

Per agevolarti nell’esercizio dei tuoi diritti sono stati predisposti i modelli delle relative istanze che potrai :

inviare direttamente al nostro indirizzo e- mail  dptasti@tin.it  

-  spedire a mezzo servizio postale 

-  consegnare personalmente al nostro ufficio nei giorni di  apertura al pubblico

Sarà nostra cura provvedere a garantire il diritto di accesso a norma della Legge 241/90.

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