E` ritornata a Moncalvo mercoledì 19 luglio 1995 la lapide romana già murata nel muro esterno della chiesa campestre della Pieve, affidata nel settembre dello scorso anno al restauratore Gianluigi Nicola di Aramengo; l'importante reperto, risalente ai primi secoli dopo Cristo, aveva sofferto l'offesa dei vandali che dopo averla danneggiata tentando di romperla l'avevano anche macchiata con vernice spray. Volendo evitare futuri atti di inciviltà l'amministrazione della cittadina aleramica ha ritenuto di collocare la pietra nel corridoio d'ingresso alla biblioteca civica, nell'ala del palazzo comunale recentemente riattata e destinata a diventare sede di prossime iniziative culturali moncalvesi. Per rispettare il desiderio degli abitanti della frazione Gessi nel muro esterno della Pieve è stato murato un calco dell'originale, anch'esso eseguito dal laboratorio Nicola.
La lapide ha un peso di circa tre quintali ma originariamente doveva essere ancora più pesante, poiché alla rimozione si è scoperto che ne manca la parte inferiore; è in pietra sedimentaria fossilifera e nella parte superiore foggiata a triangolo reca come simboli ornamentali una testina di Medusa e due delfini. Più in basso l'epigrafe, in caratteri capitali romani, indica che la pietra era destinata ad essere cippo funebre in memoria di una certa "Irria, seconda figlia di Salvio" e del marito Caio Sulpicio, che ricopriva le cariche di seviro ed augustale; i seviri costituivano un collegio di poche persone particolarmente abbienti, mentre gli augustali erano sacerdoti addetti al culto dell'imperatore Augusto. Tutto questo conferma l'origine pagana della lapide, che fu addossata alla chiesetta della Pieve in epoca relativamente recente (la chiesa fu ricostruita nel 1744), forse dopo essere stata rinvenuta durante lavori di scasso nei terreni circostanti.
Gli storici Giovanni Minoglio e Don Costantino Lupano nei loro studi datati alla fine dello scorso secolo concordano comunque nel ritenere che proprio nei pressi della frazione Gessi sorgesse un insediamento tardo-romano. Sarebbe stata proprio qui localizzata la prima parrocchia della comunità di Moncalvo, distrutta poi dalla furia degli Ariani nel IV secolo, al tempo del martirio di S. Evasio; nei pressi della Pieve, chiesa dedicata a S. Pietro "in vincoli", si trovava anche il più antico cimitero, come attestano frequenti ritrovamenti di reperti ossei.
L'intervento del professor Nicola è consistito nel ripulire la superficie della vernice deturpante, rendere più facilmente leggibile la scritta e ricomporre una frattura nell'angolo inferiore sinistro. Alla ricollocazione del reperto hanno assistito, oltre ai restauratori, il sindaco di Moncalvo Aldo Fara, l'assessore Piero Baldovino, il consigliere Alessandro Allemano e l'archivista Antonio Barbato, che ha curato per conto del Comune l'intera pratica di restauro, provvedendo anche alla documentazione video-fotografica. Qualche problema si è avuto nel trasportare la pesante lastra al primo piano del palazzo civico, ma lo si è risolto a forza di braccia, coll'intervento degli operai comunali e dello stesso sindaco.
La nuova collocazione è stata decisa, oltre che per proteggere la lapide dai vandali, anche per valorizzare più a fondo questo reperto di grande importanza per la comunità moncalvese rendendolo fruibile ad un maggior numero di persone e per mantenere attraverso di esso una parte della memoria storica collettiva. Ora si pensa di provvedere ad una illuminazione che valorizzi particolarmente la scritta , oltre ad una sintetica didascalia esplicativa, corredata da alcune fotografie che mostrino il reperto nelle condizioni precedenti il restauro. a.a.