Pagine Moncalvesi n.1-1996; Visita pastorale del vescovo Scipione Agnelli fatta in Moncalvo dal 17 al 20 aprile 1627
Antonio BARBATO

LA VISITA PASTORALE DEL VESCOVO SCIPIONE AGNELLI FATTA IN MONCALVO DAL 17 AL 20 APRILE 1627

Secondo l' "Enciclopedia Cattolica" (Città del Vaticano, 1949; voce compilata da Luigi Fini), la visita pastorale è la conoscenza diretta che, mediante ispezione, il pastore prende delle condizioni del territorio a lui affidato per rilevarne i bisogni e provvedervi con zelo e carità, secondo le norme del Codex Iuris Canonicis. Il diritto e più il dovere della visita pastorale alle chiese delle rispettive circoscrizioni ecclesiastiche spetta ai patriarchi, ai metropoliti e ai vescovi, trattandosi di mezzo assolutamente necessario al buon governo delle anime.

Cenni storici Fin dalle origini del cristianesimo le visita è ritenuta come uno dei più gravi obblighi del ministero pastorale. Ma la prima legge scritta sull'obbligo della sacra visita risale al Concilio di Tarragona (anno 516); disposizione poi ripetuta e meglio determinata da altri Concili spagnoli, come quelli di Lugo (anno 569, di dubbia esistenza però), di Braga (anno 572), il Concilio IV di Toledo (anno 633) e generalizzata un po' dovunque, specialmente in Italia e in Francia sotto il pontificato di san Gregorio Magno, finché entrò nelle compilazioni autentiche, dove le decretali si sono limitate per lo più a reprimere abusi, in occasione di sacra visita specialmente a motivo di esagerate esazioni. A questo proposito parecchi concili hanno parole di fuoco contro alcuni vescovi. In seguito poi invalse la prassi in molti luoghi, specialmente fuori d'Italia, di commettere in pieno l'incarico della visita agli arcidiaconi.
E poiché non poche persone sia fisiche che morali, per privilegi ed esenzioni ottenute, non erano soggetti agli arcidiaconi l'istituto giuridico della visita pastorale, verso la fine del medioevo, andò quasi completamente perdendo del suo carattere ed utilità. Il Concilio di Trento estese la sua riforma anche in questo campo, col rendere più spedito ai vescovi l'adempimento di un così grave dovere. Dichiarò che la visita pastorale era dovere personale del vescovo; da non affidarsi ad altri se non per gravi ragioni, quali ad es., la malferma salute del prelato o la vastità del territorio diocesano. In simili casi il vescovo ne doveva dare l'incarico al suo vicario generale o ad altra persona idonea. Per eliminare inconvenienti derivanti da privilegi di esenzione il Tridentino aveva concesso ai visitatori di procedere, oltrechè in forza della loro autorità ordinaria, anche come delegati della Sede Apostolica. Sono soggetti alla visita del vescovo persone, cose e luoghi. Quanto alle persone la visita può essere generale e speciale. E' generale se ha per oggetto gli uffici o le persone in genere. E' speciale se ha per oggetto un ufficio particolare o una determinata persona rea di una determinata colpa. Inoltre è oggetto di vista vescovile tutto ciò che serve al pubblico esercizio del culto divino, come le vesti ei vasi sacri; i benefici, le fondazioni pie; i legati pii; i beni ecclesiastici; le cause pie in genere; inoltre tutti i luoghi sacri, come chiese e oratori, pubblici e semipubblici, i luoghi pii, come ospedali, orfanotrofi e simili altri istituti. Nel fare la visita il vescovo deve procedere de plano, in forma paterna et sine strepitu iudicii, per ciò che riguarda l'oggetto della visita stessa; e contro i provvedimenti presi dal visitatore non si dà appello, ma solo ricorso in devolutivo. La consuetudine regola le prestazioni di vitto e le indennità in denaro per le spese di viaggio e di mantenimento per il vescovo e il suo seguito.

Di seguito viene riportato il rapporto seguito alla visita pastorale compiuta in Moncalvo dal vescovo di Casale Scipione Agnelli dal 17 al 20 aprile 1627.

Il testo è tratto dall'originale "Fascicolo secondo: Visita pastorale del vescovo Scipione Agnelli dall'anno 1625 all'anno 1627 (f. 83-88) conservato nell'Archivio della Curia Vescovile di Casale Monferrato.
(Avvertenza: l'occorrenza nel testo di tre puntini di sospensione indica la presenza di una parola di difficile interpretazione che si è preferito non trascrivere)


"Anno Domini millesimo sexcentesimo vigesimo septimo, die sabbati decima septima mensis Aprilis antedictus ill.mus et rev.mus dominus Scipio Agnellus Dei et apostolice sedis gratia episcopus casalensis et comes, continuando eius visitationem adhibitis secum ... et in rev. Dominis Iulio Bussola et Prospero Francisco a Turre, ill.is canonicis ecclesie ... ac me notario et curie episcopalis caancellario infrascripto ... et eius familia circa horam vigesimam dicti loci a civitate casalensi ..." il vescovo si mette in cammino verso Moncalvo per la visita pastorale e lì viene accolto dal Pievano Francesco Avedano e molte altre persone e fu ospitato nella casa dello stesso Pievano ("ad domum eiusdem domini Plebani in platea existentem ad hospitandum se contulit")

"Anno Domini premissus et die Dominica decima octava mensis predicti Aprilis in mane" il vescovo accompagnato dai canonici Bussola e "à Turre, veste eius pontificali et associatus a dicto m. Rev.mo domino Plebano, et aliis Presbiteris societatibusque sive confraternitatibus laicorum nempè, Doctrina Christiana, Sancti Michaelis et Sanctorum Petri et Joaannis, nec non a Rev. Patribus ordinum Capucinorum, Minorum de obeservantia et Minorum conventualium Sancti Francisci in eodem oppido degentibus processionaliter subtus baldachinus et in maxima populi frequentia ad ecclesiam sub titulo Sancti Antonii, in qua est erecta dicta confraternitas laicorum sub vocabulo Sancti Petri et Ioannis, quam ecclesiam domini Priores, Agentes et confratres dicte confirmitatis cesserunt et concesserunt dicto domino Plebano ad effectum omnes functiones parrocchiales in ea faciende et ecclesiastica sacramenta ministrandi prout dicte functiones fiunt et sacramenta administrandum se recepit osculato prius crucifixo ... ... in manibus dicti domini Plebani pluviali induti existente, ac servatis aliis debitis cerimoniis in dicte ecclesie ingressu et coram altare ... quo extat tabernaculum proventus S.S. Sacramentum in dicto tabernaculo reconditum prostatus adoravit et post orationes de quibus in libro pontificali a dicto domino Plebano recitatas, predictus ill.mus et rev.mus dominus Episcopus se erexit et Populum benedixit concessa indulgentia quadraginta dies omnibus in eadem ecclesia presentibus que publicata fuit alta voce per dictum dominum Plebanum et inde Ill.mus et Rev.mus dominus Episcopus missam de Dominica celebravit et post evangelium verbum Dei Populi predicavit et post misse celebrationem santissiumum eucharisticum Sacramentum quampluribus personis tam masculis quam foeminis ministravit et omnibus confessis et sacra communione refectis indulgentiam plenariam vigore auctoritatis sibi a ... Urbano divina providentia Papa octavo attribute, concessit quibus ... ab eadem ecclesiam recessit et ad domum eiusdem domini Plebani cum dictis dominis canonicis et familia ad refectionem ... se recepit ...
Dicta die post prandium antedictus Ill.mus et Rev.mus Episcopus Agnellus a dictis dominis associatus demio (per demum ?) se contulit ad eamdem ecclesiam Sancti Antoni in qua Sacramentum Confirmationis filiis et filiabus ac particularibus tam masculis quam feminis usque ad numerum quinque centum in circa in totum ministravit et inde officium mortuorum iuxta formam a Pontificali traditam peregit et defesus recessit et ad eamdem domum domini Plebani antedicti se recepit.
Anno Domini premisso et die lune decima nona mensis predicti Aprilis antedictus Ill.mus et Rev.mus dominus Episcopus in mane a dictis dominis canonicis Bussola et a Turre, domino Plebano et me notario et cancellario ad eamdem eclesiam Sancti Antoni demio (per demum ?) se contulit et in illius visitationem ordinavit et decrevit prout infra.
Visitato prima il santissimo Sacramento che si custodisce nel tabernacolo posto sopra l'altare della Beatissima Vergine del Carmine non essendovi ancora in detta chiesa l'Altar Maggiore, ha ordinato che li Agenti della Compagnia del Santissimo Sacramento eretta in detta Chiesa provvedino di una pisside piccola per portare il detto Santissimo Sacramento alli infermi quando non si possa havere quella che si ritrova nella Chiesa della Madonna delle Grazie nella quale altre volte si amministravano li sacramenti, facciano infodrare il tabernacolo tutto di nuovo di ormesino o raso rosso o bianco et indorare la chiavetta de detto tabernacolo il tutto fra due mesi prossimi.
Più la detta Compagnia del Santissimo Sacramento provvedi di un paglio verde per tutto questo anno et d'un bianco decente per tutto l'anno venturo, et il signor Pievano ne provvedi d'uno negro fra un mese prossimo.
La medesima Compagnia provvedi di sei o almeno quattro candeglieri di ottone, quando non si possono havere quelli che si ritrovano nella detta Chiesa della Madonna delle Gratie et questo quanto più presto potrà.
La detta Compagnia sia tenuta a mantenere la cera al detto Altare o al Maggiore quando sarà fabricato, nelle feste del Corpus Domini, del Santissimo Natale et Pentecoste sino a tanto che si potrà haver commodità di mantenerla in altri giorni festivi.
La detta Compagnia provedi d'un Baldachino per portare il Santissimo Sacramento alli infermi fra duoi mesi, et il signor Pievano provvedi d'una ombrella per portare detto Santissimo Sacramento alli infermi fuori della terra et secondo la qualità dei tempi et ancora una croce fra un anno per le fontioni parrocchiali et processioni.
Il signor Celidonio Beccari consegni alli agenti di detta Compagnia tutti li libri et scritture che restano appresso di lui concernenti l'interessi della medesima Compagnia.
La sodetta Compagnia non ha alcun reddito ma solo si mantiene di elemosine.
Al detto altare vi è eretta la Compagnia della Madonna Santissima del Carmine qual parimente si mantiene solo di elemosine non havendo redditi alcuni.
La detta Compagnia o suoi agenti provedi al detto Altare di tre tovaglie et s'abassi la pietra sacrata che resti più bassa et ben incassata nel tavolazzo con una tela nuova di sopra incerata et questo lo faccia fare al signor Pievano fra otto giorni prossimi.
La detta Compagnia provvedi al detto altare d'un paglio morello et d'un paro de candeglieri di ottone grandi et d'una tela sangalo per coprirlo quanto prima.
Appresso al detto altare seguita quello di San Carlo al quale vi è eretta d'autorità ordinaria la Compagnia della Morte mantenuta parimente solo di elemosine.
Al detto altare la detta Compagnia faccia accomodare la pietra sacrata acciò resti ben incassata et uguale al tavolazzo et proveda d'una coperta di tela sangallo fra quindeci giorni.
Più provedi quanto prima d'un baldacchino piccolo bianco per esporre il Santissimo Sacramento.
Dall'altra parte della Chiesa sodetta a mano sinistra nell'ingresso si ritrova l'altare di Sant'Anna al quale è eretta la Compagnia delle Vergini mantenuta parimente solo di elemosine.
L'altare sodetto si riduchi et redifichi secondo l'institutione della fabrica et si accomodi la pietra sacrata nel tavolazzo.
La detta Compagnia provedi di tutti li paglii necessari et almeno uno ogni anno.
Sopra l'Altare sopra del quale vi si ritrova l'Icona antica della Compagnia di San Giovanni et Santa Catherina qual quando sarà concesso al detto signor Pievano et sua fameglia, conforme all'intentione datta, dovrà essere provisto da lui, et famiglia sodetta di tutti li paramenti et cose necessarie.
Nella medesima Chiesa di Sant'Antonio vi è eretta la Compagnia de Disciplinanti sotto il titolo de Santi Pietro et Giovanni qual ha di reddito annuo sachi cinque di formento et un botallo di vino, con obbligo di far celebrare tre messe la settimana, qual come detto signor Pievano dice e compitamente sodisfato.
Monsignor Ill.mo ha ordinato et ordina che li confratelli della detta Compagnia facciano celebrare la prima loro messa nelli giorni festivi a un'hora di giorno et che recitino l'officio della Beata Vergine la metà avanti detta prima messa et l'altra metà dopo detta la messa parrocchiale.
L'elemosina che si farà ogni Venerdì Santo in adorare la Croce acciò il tutto passi con concordia, si dividerà per metà tra il signor Pievano et la detta Compagnia.
Tutti li Priori et Agenti delle dette Compagnie daranno li conti della loro amministrazione ogni anno con ... assistenza del detto signor Pievano.
Il signor Pievano fra un anno provvedi d'una cazetta di argento per battezzare et d'un padiglione di sangallo per coprire il fonte battesimale.
Quibus peractis predictus Ill.mus et Rev.mus dominus Episcopus recessit a dicta ecclesia et se contulit associatus ut supra ad ecclesiam Monasterii Congregationis Sancte Ursule noviter ... in presenti oppido erecte, in qua ecclesia misssam de Spiritu Sancto celebravit et inde servatis debitis cerimoniis, domine Margarite filie quondam Iohannis Iacobi Foci incole eiusdem oppidi habitum dicte religionis Congregationis Sancte Ursule tradidit et contulit. Dicta die post prandium antedictus Ill.mus et Rev.mus dominus Episcopus associatus ut supra se recepit ad ecclesiam Beate Marie Virginis Gratiarum predicti oppidi in qua est erecta Confraternitas Angelorum sub titulo Sancti Michaelis, quam visitavit, et infrascripta decrevit et ordinavit.
La Compagnia sodetta faccia accomodare la pietra sacrata dell'Altar Maggiore acciò resti ben incassata nel tavolazzo.
Nella detta Chiesa et nel Tabernacolo sopra detto Altar Maggiore si conserva il santissimo Sacramento et la Compagnia soddetta ossia Confraternita tiene li seguenti redditi annui con gli infrascritti obblighi.
Primo il fu Giovanni Pietro Mota fece legato alla detta Compagnia di scudi cento con obbligo di far celebrare una messa ogni Domenica, quali scudi sono stati pagati et poi spesi dalla Compagnia in far fabricare il choro in aria sopra la porta et li confratelli fanno sodisfano detto obligo del proprio.
Più la signora Margarita Beccara ha fatto legato di scudi ducento alla Compagnia del Santissimo Rosario con obbligo alla Compagnia di San Michele di far celebrare due messe la settimana cioè il lunedì et il sabbato qual viene soddisfatto pagando gli heredi di detta signora scudi sedeci l'anno.
Più il fu Petrolo (?) Margaio fece legato alla detta Compagnia del Santissimo Rosario di scudi ducento con obbligo di due messe la settimana, cioè il martedì et giovedì, quali scudi ducento restano in mano del signor Giovanni Battista Palma che paga ogni anno scudi sedeci.
Più il signor Giovanni Battista Foco ha lasciato per legato alla detta Compagnia del Santissimo Rosario scudi ducento con obbligo di far celebrare due messe la settimana cioè il mercordì et venerdì, gli heredi pagano scudi sedeci l'anno.
E' tenuta la compagnia di far celebrare un officio da morto ogni anno per la dispositione di Francesca Varenga per anni venti cinque cominciati l'anno 1618 per il cui effetto ha ricevuto detta Compagnia di San Michele scudi venticinque.
Il fu signor Lodovico Palio Piovano altre volte di questo luogo et antecessore del medesimo nella sua disposizione ha obbligato gli suoi heredi a far celebrare perpetuamente al detto Altare del Santissimo Rosario due messe la settimana cioè il lunedì et venerdì il qual obbligo viene soddisfatto dalli detti heredi.
Il fu Francesco Stagninero nel suo testamento ha fatto legato alla detta Compagnia di San Michele di scudi ducento da pagarsi dopo la morte di Margarita sua moglie con obbligo di due messe la settimana.
All'Altare dell'Angelo Custode altre volte di San Martino si dice essere eretta la Compagnia della Dottrina Cristiana et non ritrovandosi scritture per le quali possi constare di tale erettione è stato supplicato Monsignor illustrissimo a confirmare detta erettione et di nuovo erigere tal Compagnia al detto Altare.
All'Altare della Madonna delle Grazie s'abassi la pietra sacrata et si accomodi et si incastri bene nel tavolazzo.
All'Altare del Santissimo Rosario vi è eretta detta Compagnia qual ha li redditi et obblighi sovra descritti.
Al detto Altare s'accomodi parimenti la pietra sacrata et si incastri bene nel tavolazzo.

Anno Domini premisso et die martis vigesima Aprilis predictus Ill.mus et Rev.mus dominus Episcopus celebrata per eum ... missa Beate Marie Virginis in ecclesia Beate Marie Gratiarum dicti oppidi associatus ut supra una cum me notario et cancellario se recepit ad ecclesiam sub vocabulo Sancti Marci eiusdem loci Montiscalvi et in visitatione facta ordinavit ut infra.
Si faccia un tavolazzo sopra l'Altare nel quale si incastri bene la pietra sacrata secondo la forma fra quindici giorni prossimi.
Si provvedi quanto prima d'un paglio di corame indorato per detto Altare et d'una pianeta bianca.
Nella detta Chiesa vi è eretta la Compagnia della Misericordia nella quale sono descritti molti laici quali vanno senz'habito eserciscano un'Hospitale et opere di carità in alloggiare poveri et peregrini e soccorrere infermi in una casa particolare a ciò destinata lasciata dal fu prete Giovanni Maria Garrio a quest'effetto.
La detta Compagnia et Hospitale possede una massaria sopra li fini di Moncalvo lasciata dal fu Giovanni Morano di reddito di scudi cento in circa, con carico di maritare due figlie ogni anno di Moncalvo ogni festa di San Marco con dote di scuti venticinque per caduna et il resto va a utile et per mantenimento del detto Hospedale.
Più possiede altre proprietà et un'altra casa lasciate anticamente da diversi particolari di reddito in tutto de scudi cinquanta in circa quale reddito è impiegato fedelmente dalli agenti di detta Compagnia perte per mantenimento d'un sacerdote che celebra ogni giorno in detta Chiesa et parte per mantenimento del detto Hospedale.
Possiede il reddito delli horti che sono atorno alla terra donata da S.A. alla detta Compagnia con obbligo alli conduttori d'essi di somminstrare l'oglio alla lampada della Compagnia del Santissimo Sacramento della Parrocchiale.
Vi restano da essigere molti fitti di detti horti da diversi debitori et fittadri de quali nella lista che se darà.
Possiede altri redditi di scudi diecinove che si cavano da una bottega et una cassina.
Tiene obbligo la detta Compagnia di pagare ogni anno alli reverendi Frati del Convento di San Francesco scudi dodeci.

Anno Domini mense et die suprascriptis post premissam antedictus Ill.mus et Rev.mus dominus Episcopus in domo dicti domini Plebani Montiscalvi infrascripta decreta peregit et concessit.
Intendendo Monsignor Ill.mo et Rev.mo Scipione Agnello Vicario di Casale e conte di dare ogni dovuta sodisfatione alla Comunità di questa nobil terra di Moncalvo condescendendo ai preghi loro, approva et ratifica il decreto fato dal fu Monsignor Ill.mo Pascale di felice memoria nel Monastero di Santa Maria di Crea li 4 Agosto dell'anno 1623 per l'erettione della nuova parrocchia nella Chiesa dei Disciplinanti di Sant'Antonio con tutte le concessioni et permissioni inserite in detto ordine et decreto et concernenti a mantenere la commodità et devotione della Chiesa della Madonna delle Grazie et in quella forma che si contiene nell'Instrumento ricevuto dal signor Giovanni Battista Manacorda, nodaro di Moncalvo sotto li 5 di Agosto del detto anno 1623.
Più Monsignor Ill.mo et Rev.mo sodetto approva et conferma la concessione da lui fatta alla detta Comunità di Moncalvo che nel tempo che sarà la Chiesa parrocchiale incommoda et incapace per il Popolo di predica, si possa predicare dalle tre religioni stabilite, nella Chiesa di San Francesco con i modi et conditioni però, et non altrimente, che si contengano nella scrittura della detta concessione fatta li 26 di Genaro 1625.
Di più detto Monsignor Ill.mo et Rev.mo Vescovo dà facoltà et ordine al molto reverendo Piovano di detto luogo di Moncalvo che richiesto debba permettere al Capellano della Chiesa della Madonna delle Grazie di esporre il Santissimo Sacramento nella prima domenica d'ottobre, festa principale del Santissimo Rosario, et nelli giorni festivi della Natività della Beatissima Madre di Dio, di San Michele e dell'Angelo Custode come feste principali di detta Chiesa, et quanto all'esporre il Santissimo Sacramento per gli Infermi lascia l'auttorità al detto molto reverendo Piovano.
Più concede alli Confratelli della detta Chiesa di Santa Maria delle Grazie che possano la Settimana Santa fare il Sepolcro esponendo in esso il Santissimo Sacramento senza però celebrare la Messa et il Sacramento esposto si terrà nel Tabernacolo, commodandolo poi il giorno di Pasqua.
In oltre conferma il Monte di Pietà nel modo et forma stabilita.
Di più conferma l'erettione della Compagnia della Dottrina Christiana in detta Chiesa di Santa Maria all'Altare di San Michele che fu per tal effetto dalli Secolari fabricato et di nuovo facendo il bisogno, fa et concede tal erettione con l'Indulgenza Plenaria concessa da Pio .V. di gloriosa memoria deputando per conseguirla il giorno di San Michele.
Saranno tenuti li Confratelli della Compagnia di San Michele eretta in detta Chiesa di Santa Maria delle Gratie nelle processioni generali andar alla Parrocchia a levar la Croce.


Sommario del Bollettino n. 1

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