RECENSIONI

Questo spazio è dedicato alla recensione e alla critica di opere che riguardano Moncalvo e il Monferrato; apre la serie una breve presentazione del libro edito dal Comune di Moncalvo nel 1995 e dedicato alla figura dell'ambasciatore Franco Montanari: ne è autrice la professoressa Simonetta Satragni Petruzzi, che ha pubblicato questa recensione sul numero di novembre 1995 della prestigiosa rivista "Studi Piemontesi".

Giovanni Boano - Miranda Varvelli
"Franco Montanari, biografia"
a cura del Comune di Moncalvo, 1995
pp. 91, ill. in b/n nel testo, 4 pp. a colori f/t

La famiglia Montanari, benemerita nel corso della storia patria, si stabilì in Moncalvo dopo il glorioso 1848, quando il profugo mantovano Caro Amico Montanari vi trovò ospitalità nella casa del segretario comunale del quale poi sposò la figliola.
L'ambasciatore Franco Montanari di cui ci narra la biografia la pubblicazione edita dal Comune di Moncalvo, fu nipote di costui, essendo egli figlio del generale Carlo Montanari, caduto durante la Grande Guerra, ultimogenito di Caro Amico.
Servire la patria per fortuna non implica sempre impugnare le armi per essa: il servizio di Franco Montanari -oltre quello di rappresentarla con estremo decoro personale in molte parti del mondo- fu quello di collaborare alle difficili, dolorose e talvolta umilianti trattative che condussero l'Italia all'armistizio di Cassibile il 3 settembre 1943. Giovanni Boano, cui è toccato il compito di ripercorrere la vita di Montanari (ma stroncato da rapida morte prima di poter concludere il suo lavoro) rivive quelle dolorose giornate di Montanari e del generale Giuseppe Castellano con accorata partecipazione, inserendole nel più ampio scenario di quel momento di grande sconcerto in cui non si seppe neppure approfittare di certe condizioni favorevoli al nostro povero Paese, che i negoziati avevano conquistato in mezzo ai rischi e con tanto lavorio. Certamente sono queste le pagine più coinvolgenti della biografia dell'Ambasciatore, il quale, pur non essendo nato -né essendovi vissuto e neppure morto (1973)- in Moncalvo volle designare la cittadina piemontese erede universale del suo patrimonio ed esservi seppellito nella tomba del padre generale, in memoria del quale volle agire in tal senso.
La donazione di casa Montanari era già avvenuta nel 1968 e in essa nel 1974 venne inaugurata la Biblioteca Civica, avente come nucleo iniziale i libri dell'Ambasciatore, quelli di Vincenzo Buronzo e quelli d'arte del pittore Alberto Caffassi. Ma Montanari lasciò anche una collezione d'arte di grande pregio: pitture, incisioni, stampe, oggettistica italiane e dei tanti paesi in cui svolse l'attività diplomatica: oltre che a Londra, dove fu per quattro anni nel dopoguerra, visse in Persia, in Giappone, in Africa e, ormai dimissionario per gravi motivi di salute, in Venezia e nell'amatissima Torcello. Moncalvo, con questo libro affidato alla nobile penna di quell'altro politico-umanista piemontese che fu il Sen. Boano, lo ricorda e lo ringrazia.

Simonetta Satragni Petruzzi

Sommario di Pagine Moncalvesi n. 1
 

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