Corrado Camandone

PARVA LUX
NOTIZIE SULLA NASCITA E L'ATTIVITÀ DELLO STUDIO FOTOGRAFICO APERTO DA TERESIO ZANZOTTERA IN MONCALVO

Anche per questo numero del Bollettino non ha voluto mancare della sua presenza Corrado Camandone. Profondo conoscitore della realtà moncalvese dagli anni '40 agli anni '70, appassionato cultore dell'arte, della fotografia, della musica, dai suoi ricordi emergono personaggi e figure che iniziano ad assumere le tonalità proprie della storia, e della storia narrata in forma assai gradevole, quasi in modo letterario.
Questa volta egli ci parla delle vicende che portarono alla nascita della ormai "mitica" PARVA LUX, studio fotografico moncalvese fondato da Teresio Zanzottera e dallo stesso professor Camandone. L'articolo sarà seguito da alcuni dati biografici su Teresio Zanzottera, per i quali mi sono state utilissime le notizie fornitemi da Alberto Verdelli. Il panorama sarà completato dai dati salienti del maestro Verdelli, continuatore dell'opera di Zanzottera e benemerito donatore alla comunità di un archivio fotografico di grande imponenza e straordinario interesse per la testimonianza che esso offre di circa un secolo di storia moncalvese e monferrina
a.a.

Un piccolo seme
Può essere interessante e quasi divertente sapere come nascono certe vocazioni e certe attività che raggiungono un certo grado di sviluppo e di successo, che incidono in modo positivo nella tradizione e nella cultura di un paese.
Nella storia recente di Moncalvo, penso che ci debba essere un posticino per la PARVA LUX, lo studio fotografico aperto da Teresio Zanzòttera, tragicamente scomparso nel fiore degli anni e nel pieno della sua attività.
La PARVA LUX, una bella pianta, con rami, fiori e frutti, è nata da un seme piccolissimo. Non si risale ad Adamo ed Eva, ma quasi. Nell'agosto del 1931 è avvenuto l'incontro di due piccole cose, paragonabili alle cellule che danno origine all'embrione umano: un bambino e un libro. Il bambino era il sottoscritto all'età di undici anni e il libro proponeva alcuni giochi per le vacanze. In una pagina, per me preziosa come una frase della Bibbia, ho letto queste parole: "Un amico vi ha fatto una fotografia? Chiedetegli in prestito la negativa e realizzate da solo le copie positive. Stendete del succo di mallo di noce su carta bianca, al buio, poi esponetela al sole a contatto con la negativa e otterrete un'immagine positiva. Lavatela bene in acqua e tutto è fatto".
Troppo bello per non provare. Ma il tentativo non è riuscito. Però il tarlo della fotografia era entrato nel cervello e aveva trovato l'ambiente ideale. E così, a dodici anni, questo bambino riesce a farsi regalare quel gioiello (!) che era la macchina fotografica a cassetta (lire trentacinque) che lo mandava in estasi. A quattordici anni comincia a stampare in camera oscura, con vera carta sensibile e veri acidi. A quindici acquista la fotocamera Kodak Junior 620 (lire duecentoquindici) a soffietto con fuoco regolabile (altro gioiello). A diciassette, sul mercato del Balòn a Torino trova una macchina fotografica a lastre 9x12, che adatta a ingranditore con l'aiuto di un condensatore ottico e di una latta dei piselli che faceva da riflettore a una comune lampadina. Poi ore e ore, di giorno e di notte, davanti al miracolo di quella carta bianca che nel bagno rivelatore diventa tutto: una montagna, una nave, un fiore, un volto.
Nel 1940 arriva la guerra: tutto fermo. Cinque anni dopo la guerra finisce: riprende la vita, si risveglia la fotografia.

Una notte memorabile
Il bambino ora ha venticinque anni: è arrivato a Moncalvo col suo bacillo della fotografia, che intanto è cresciuto, come un serpente che non perdona: il suo morso trasforma un semplice cristiano in un innamorato pazzo della fotografia, in un servo fedele e felice.
Una sera d'inverno nel 1946, se ben ricordo, ho invitato Teresio Zanzottera, allora poco più che un ragazzo, ad aiutarmi nel fare alcuni ingrandimenti fotografici. La luce che filtrava dalla latta dei piselli è stata mascherata con una cravatta di lana; una stufetta elettrica tentava di portare la temperatura dei bagni vicina ai venti gradi. Se l'immagine stentava a comparire sulla carta impressionata, a causa del freddo, si scaldava con l'alito e si accarezzava tra le mani calde: ogni successo era quasi come il miracolo del sangue di S. Gennaro. In quella notte Teresio Zanzottera si è beccato il bacillo della fotografia.

L'uscita dalla fossa
Teresio, dopo aver frequentato la scuola di Avviamento Professionale, aveva trovato un posticino di lavoro come meccanico, nell'officina di autoriparazioni dei fratelli Bianco, situata sul Dazio. Per poter lavorare sotto le macchine i meccanici scendevano nella fosse che erano state praticate nel pavimento. Teresio passava tante ore in quelle fosse. Però era tornato più volte a fare ingrandimenti con me. Nel frattempo ha acquistato una macchina fotografica e ha cominciato a fare riprese qua e là e specialmente alle coppie di sposi. Tutto il tempo libero dall'officina era dedicato alla fotografia. Il suo temperamento allegro e socievole nella fossa era soffocato, mentre nell'attività fotografica aveva successo. I suoi servizi, specialmente nelle riprese dei gruppi, riuscivano bene, perché sapeva anche recitare e tenere su il morale con battute efficaci. Certamente gli è stato di aiuto il fatto di aver fatto parte della filodrammatica del teatro parrocchiale, al tempo di Don Bolla.
Ad un certo momento ha pensato di lasciare l'officina per dedicarsi solo all'attività fotografica. Però c'era il rischio di perdere un lavoro sicuro per gettarsi in un'avventura dal successo incerto. Il datore di lavoro, in particolare il signor Pietro Bianco, è stato comprensivo e gli ha assicurato di riammetterlo in officina nel caso che la nuova scelta fosse fallita. Con questa garanzia Teresio è saltato fuori dalla fossa e più volte ha ricordato con piacere questo momento.

Sulla piazza
Dalla fossa del Dazio ha fatto un salto fin sulla Piazza Carlo Alberto, la piazza del mercato, il cuore di Moncalvo. Sulla piazza era stato costruito da poco un palazzo che univa il Teatro Comunale alla porta nord della piazza. Sotto i portici sono comparsi alcuni bei negozi. In uno di questi, durante la guerra, un certo signor Ghija, fotografo sfollato da Torino, aveva aperto uno studio fotografico di buon livello. Terminata la guerra il Ghija ha pensato di tornare a Torino e quindi a Teresio si è presentata l'occasione di una buona pista di lancio. Il problema finanziario è stato risolto grazie alle buone informazioni sulle capacità di lavoro e sull'onestà di Zanzottera e alle dilazioni di pagamento concesse dal Ghija. È stato rinnovato il volto del negozio con mobili realizzati da Aldo Marzano. Al nuovo studio si era pensato di dare il nome di NOVA LUX, poi si era scoperto che questo era il nome già adottato da un'agenzia fotografica di Firenze, perciò fu scelto il nome di PARVA LUX, che significa "piccola luce", quasi per un vezzo di falsa umiltà e per un motivo culturale, perché, nel panorama enorme dell'arte fotografica, lo studio di Moncalvo era contento di inserirsi anche col nome di "piccola luce".

Non solo fotografo di paese
Cominciò con l'attività normale: fototessere, servizi per matrimoni, prime Comunioni, sviluppo e stampa per dilettanti, vendita di apparecchi e materiale vario. Il tutto fatto con impegno e buon gusto. Poi la documentazione delle feste e di avvenimenti legati a personaggi importanti, che creano rapporti tra fotografia e stampa. Poi, per la legge della buona merce si fa pubblicità da sé, vengono le proposte per lavori più importanti. Molte belle fotografie di Moncalvo e dei paesi vicini diventano cartoline. Dalle cartoline è breve il passo alle poste: Zanzottera, in collaborazione con l'avvocato Giuseppandrea Martinetti, ha organizzato numerosi annulli postali speciali, legati alla storia del Monferrato e dell'Italia e ad avvenimenti di interesse mondiale, quali i viaggi terra-luna.
Le fotocamere con cui realizzò la maggior parte delle sue opere furono la Rolleiflex 6x6, la Hasselblad 6x6, la Linhof 13x18; poi l'ingranditore Duomat Color per formati piccoli e medi e l'ingranditore Laborator per il formato 13x18.

Libri e riviste
L'ingegner Vittorio Tornielli di Casale, grande architetto, al cui talento si deve, tra l'altro, il castello di Cereseto, in un certo momento della sua vita attivissima, ha pensato di pubblicare un libro in cui fossero presentati e illustrati i più bei monumenti architettonici di casale. Scelse la PARVA LUX per realizzare una ricca serie di fotografie del Duomo, di palazzo Treville, del palazzo del Comune, della Casa di Riposo e delle chiese più belle, da S. Domenico a Santa Caterina. La pubblicazione fu finanziata da Camillo Venesio, titolare della Banca di Casale e del Monferrato.
La casa editrice "La Scuola" di Brescia ha illustrato con foto PARVA LUX testi scolastici e antologie compilate da Angela Biedermann: "Donna casa vita", "Più che parole", "Mani d'oro" e "Clessidra".
Il Touring Club Italiano nel volume "Piemonte orientale" ha pubblicato diverse fotografie della PARVA LUX, tra cui una famosa panoramica da Cantavenna sulle risaie del Vercellese, incoronate dalle Alpi.
In occasione dei festeggiamenti per il centenario dell'unità d'Italia nel 1961 le case editrici Sansoni e De Agostini si sono associate (SADEA) per realizzare una grande pubblicazione a dispense, TUTTITALIA, per l'illustrazione a colori delle più belle e interessanti località italiane. La PARVA LUX realizzò per l'occasione molte fotografie del Monferrato. Anche l'elegante volume "Viaggio tra i vini del Monferrato", di Edoardo Ballone e Riccardo Di Corato, ha pubblicato grandi fotografie in bianco e nero e a colori della PARVA LUX e di Alberto Verdelli. Molte fotografie firmate PARVA LUX, realizzate insieme o separatamente da Teresio Zanzottera e dal sottoscritto, sono state pubblicate su libri, riviste e giornali che non è più possibile qui elencare.

Turismo e cultura
L'Ente Provinciale per il Turismo di Asti ha dato alla PARVA LUX l'incarico di realizzare fotografie dei monumenti più interessanti della città e dei panorami più suggestivi della provincia. Da queste foto sono stati ricavati grandi manifesti che furono diffusi a migliaia in Italia e all'estero. Fu pure ricavata una serie di cartoline dei castelli del Monferrato astigiano oltre a ingrandimenti notevoli destinati a decorare il palazzo della Provincia di Asti e la Scuola Media di Costigliole d'Asti. Anche una guida turistica della provincia, edita in quattro lingue, è stata illustrata con molte foto PARVA LUX.
Nel 1959, in occasione del bicentenario della nascita di Vittorio Alfieri, il noto scenografo Eugenio Guglielminetti ha allestito una mostra nel palazzo Alfieri, in cui ha incluso delle gigantografie che riproducevano incisioni illustrative di alcune tragedie del grande scrittore. La PARVA LUX, scelta da Guglielminetti, ha realizzato in questa occasione le fotografie più grandi della sua storia (metri 2 x 3 ), superando notevoli difficoltà tecniche.

Monferrato, amore mio
La fotografia ci ha fatto scoprire e amare infinitamente il Monferrato: sono pochi i castelli, le torri, i ruderi, le chiesette romaniche sfuggiti al nostro obiettivo. Diverse volte siamo partiti al mattino e abbiamo vagato tutto il giorno, in auto e a piedi, tra le nostre colline a caccia di panorami, di casolari e cascine tipiche, vigneti a girocolle, alberi fioriti, contadini che aravano coi buoi nelle vallette silenziose, piccoli greggi, volti di vecchi scavati dalle rughe e bruciati dal sole, grappoli giganti, pannocchie di meliga, vecchi mestieri, panni al sole ... tutto, insomma; tutto ciò che il sole ci presentava nella sua luce seducente e che poteva servire a documentare la storia passata o il costume e la fatica della nostra gente. Il punto di vista ideale a volte si raggiungeva a fatica, attraversando campi arati o siepi spinose, portando a spalla il pesante treppiede e la grossa Linhof, oltre alle due Rolleiflex appese al collo. Si mangiava un panino all'ombra di un salice, poi si ritornava a casa con l'ansia di rivedere in camera oscura tante bellezze del Monferrato che molte persone avrebbero potuto scoprire e godere solo grazie alla fotografia.

La personalità
Mi sia permesso, dopo un ventennio di amicizia e di stima reciproca, accennare alle caratteristiche della personalità di Teresio Zanzottera, figlio unico di gente modesta, ma di trasparente ed esemplare onestà. Quando l'attività fotografica l'ha portato a contatto con la gente ha scoperto e sviluppato la sua naturale capacità di socievolezza, che lo portava ad essere allegro, vivace, intraprendente, originale. Sul palcoscenico del teatro parrocchiale si presentava disinvolto e divertente. Per questo è stato facile per lui fare conoscenza e amicizia con persone di vario livello culturale, come sacerdoti, medici, scrittori, artisti. Nel 1950 ha visitato Roma, in occasione dell'Anno Santo, ha partecipato anche ai corsi della Pro Civitate Christiana ad Assisi. Era amante della montagna e s'interessava di mostre, libri, riviste fotografiche. Era grande estimatore di Alessandro Bonaventura, tipico e geniale personaggio di Moncalvo, e si prese cura, insieme a me, della sua tomba. Teresio era ben conosciuto e stimato da Don Bolla, a proposito del quale confidò a me nel 1962 questa testimonianza: "Per me, Don Bolla è un moderno San Francesco e penso che, in genere, si sia ispirato in tutto, durante la sua vita, al Cantico delle Creatura. Nel suo spirito c'era la musica, la poesia, la montagna: tutto quello che c'era di bello e di buono in questo mondo. Quell'uomo ha toccato tutto, ha voluto provare tutto. Era pieno di semplicità, di confidenza, di immediatezza e di brio in tutte le iniziative".
Nell'ultimo periodo della sua vita Teresio aveva fatto delle scoperte di cui era geloso: panorami, case rustiche, capitelli romanici che ritraeva in splendide fotografie, ma non rivelava la loro località. Io ero contento di ciò, perché vedevo che la sua personalità cresceva e aveva bisogno di uno spazio tutto suo.
Non sono mai stato al corrente del bilancio della sua azienda, ma la mia opinione è che fosse molto artista e poco commerciante.

L'eredità
Quando Teresio Zanzottera è mancato tragicamente in un incidente d'auto insieme alla moglie, la PARVA LUX era nel pieno della sua attività e aveva già realizzato migliaia di fotografie di Moncalvo e del Monferrato: panorami, chiese, castelli, opere d'arte, feste, folklore. Ovviamente diverse persone si presentarono per rilevare lo studio fotografico tanto noto e apprezzato; però era nella logica delle cose che fosse passato nelle mani del maestro Alberto Verdelli, grande amico e collaboratore di Teresio e specialmente perché fotografo esperto e raffinato e bene informato sulla storia e lo sviluppo della PARVA LUX. L'attività di questo nuovo periodo dello studio fotografico ovviamente potrà essere descritta nel modo migliore dal nuovo titolare.
Ha un grande rilievo culturale il fatto che il Comune di Moncalvo abbia deciso di accettare e di conservare con cura il fondo PARVA LUX che comprende un ricco archivio fotografico, vero documento storico a servizio dell'intero Monferrato e l'attrezzatura tecnica relativa.
La storia antica è fondata sui monumenti e gli scritti; la storia contemporanea si fonda anche sulle immagini fotografiche. Sarebbe più che opportuno, dopo una completa catalogazione, fare una scelta delle più significative immagini negative e positive di questo archivio e riprodurle a stampa, perché il materiale fotografico col tempo si deteriora e non è più utilizzabile.
Propongo che nei locali che ospiteranno il fondo PARVA LUX sia collocata una lapide in cui alle parole PARVA LUX siano associati i nomi di Alessandro Bonaventura, Teresio Zanzottera e Alberto Verdelli che ha fatto dono dell'archivio fotografico.
Moncalvo che da secoli è il paese della pittura oggi è anche il paese della bella fotografia.

Note biografiche
Teresio Zanzottera nacque a Moncalvo il 24 agosto 1924 da Ambrogio e Arcangela Chiesa. Fu da bambino e ragazzo alla scuola di Don Bolla, con il quale collaborò specialmente nella filodrammatica parrocchiale. Risiedeva con i genitori in via Generale Montanari, all'imbocco del ghetto allorché, dopo avere intrapreso il mestiere di meccanico rilevò nell'immediato dopoguerra la licenza e l'attrezzatura del fotografo torinese Ghija, iniziando l'attività dello studio PARVA LUX (data ufficiale di inizio attività: 23 settembre 1952). Oltre che fotografo dotato di grande estro e capacità tecnica Zanzottera fu appassionato ricercatore di oggetti d'antiquariato, particolarmente apparecchi fotografici, e di antiche fotografie, molte delle quali sono entrate a far parte del fondo donato al Comune di Moncalvo.
Agli inizi degli anni '70 conobbe Emilia Bucarizza, di tredici anni più giovane, profuga con la famiglia dalla terra di Zara. Il 10 luglio 1971 nella chiesa parrocchiale di Cuccaro veniva celebrato il loro matrimonio; l' unione venne allietata il 27 dicembre 1972 dalla nascita del figlio Igor. L'esistenza dei due sposi fu troncata improvvisamente nel tardo pomeriggio di venerdì 27 luglio 1973, quando, di ritorno da Alessandria, la Fiat 124 su cui viaggiavano si scontrò nel pressi di Casorzo con un'autocorriera. Il cordoglio per la prematura morte di Zanzottera e della moglie fu unanime non solo a Moncalvo ma in tutto il Monferrato e nell'Astigiano, dove l'opera artistica di Teresio era conosciuta ed apprezzata.
Il figlio Igor fu accolto dalla famiglia della zia, sorella della madre, moglie del medico Dinko Dlacic, residente in Alessandria.

Alberto Verdelli
Nato a Milano nel 1930, si stabilì a Moncalvo dal 1943, sfollato dalla grande città. Diplomatosi maestro elementare nel 1949, fu anch'egli della scuola di Corrado Camandone. Contemporaneamente ad esperienze di disegno e di grafica, ha iniziato a fotografare nel 1952 con un apparecchio Goerz "Tenax" 6x9 a filmpak e lastre in bianco e nero; passò al colore nel 1955 con pellicola negativa Agfacolor CN 17 e poi in diapositiva Agfa CT 18 con apparecchi diversi (dal 1958 con Rolleicord e Rolleiflex).
Nel 1959 ha presentato nella smantellata ex Sinagoga di Moncalvo una mostra fotografica in bianco e nero e due proiezioni di diapositive 6x6; ha fornito diversi fotocolor all'Ente Provinciale per il Turismo di Asti, al Touring Club Italiano, alla casa editrice De Agostini, all'Agfa Foto s.p.a.
Dal 1963 al 1970 ha fatto parte dell'Ufficio Pubblicità e Pubbliche Relazioni dell'Agfa Gevaert s.p.a. In queste funzioni ha condotto le "Serate Agfa" di proiezioni a Milano e in varie città di Lombardia, Triveneto, Emilia Romagna, Riviera Adriatica, Versilia, Sicilia, nonché a Firenze e a Roma. Le "Serate Agfa" comprendevano proiezioni commentate di diapositive proprie, formato 24x36, in buona parte realizzate appositamente in ciascuna località, di un programma di diapositive del professor Walter Benser e di film 8 mm e Super 8.
Dal 1953 ha sempre collaborato con Teresio Zanzottera, sia nel lavoro di studio che in esterno, sostituendolo spesso in servizi di attualità e in cerimonie private. Alla tragica scomparsa di Teresio, nel luglio 1973, su autorizzazione del Pretore di Moncalvo, ha gestito lo studio-negozio PARVA LUX come "custode dei beni" relativi allo studio stesso, nell'interesse dell'orfano minorenne.
Nel dicembre 1973 ha poi rilevato la PARVA LUX , continuandone l'attività fino al 1990.

La donazione al Comune di Moncalvo
Il Consiglio comunale di Moncalvo, nella sua ultima seduta prima delle elezioni del 21 aprile 1995 accettava la dismissione da parte di Alberto Verdelli dell'archivio fotografico PARVA LUX. comprendente fotografie, apparecchiature ed accessori provenienti dal cessato studio fotografico la cui attività era stata iniziata da Teresio Zanzottera. In quella stessa seduta i Consiglieri plaudivano alla disponibilità proclamata dal dismissore di essere disponibile per l'opera di catalogazione ed archiviazione del copiosissimo materiale.
Nella scorsa primavera con l'aiuto del Consigliere Alessandro Allemano e del Bibliotecario Antonio Barbato, il maestro Verdelli ha iniziato una prima separazione del materiale in tre grandi sezioni: fotografie, apparecchi e materiale.
La sezione "fotografie" consiste di oltre 70 scatole in cartone di varie dimensioni: comprende lastre di vetro, pellicole negative e fotografie già stampate con grande varietà di soggetti. Si va dalle tradizionali foto-tessera ai servizi matrimoniali, dalla documentazione di avvenimenti locali (l'incontro tra Degasperi e Bidault a Crea nel 1948 e i funerali di Badoglio nel 1956, per proporre solo due esempi) alle manifestazioni della tradizione e del folklore, da intensi paesaggi monferrini alle immagini dei vecchi mestieri ormai scomparsi. Non mancano alcune belle lastre della fine dell'800 ritraenti scorci di Moncalvo, la piazza gremita di baracconi durante la festa patronale, la stazione ferroviaria. Alcune foto-tessera del secolo scorso raccolte da Teresio Zanzottera con meticolosa cura nelle vecchie case di Moncalvo sono davvero splendide: due di esse ritraggono il Re Vittorio Emanuele II e Rosa Vercellana Contessa di Mirafiori.
Dire di più della consistenza di questo straordinario archivio non è per ora possibile, giacché chi scrive non ha avuto modo di visionare che una minima parte del suo contenuto: si impone davvero che la raccolta venga valorizzata come merita, rappresentando una insuperabile testimonianza di circa un secolo di storia e di vita moncalvese e monferrina.
Gli articoli della sezione "apparecchi" comprendono diverse antiche macchine fotografiche, delle quali qualcuna ancora funzionante, raccolte sempre da Zanzottera. Inoltre il maestro Verdelli ha donato la propria camera oscura, con ingranditore e dotazione completa e funzionante, che dovrà entro poco tempo essere installata.
Lungi dal voler proporre un inventario del materiale oggetto della dismissione PARVA LUX, possibile solo in una fase successiva del lavoro di catalogazione, queste brevi note insieme con l'articolo di Corrado Camandone vogliono sensibilizzare gli Amministratori, gli amanti delle cose belle e l'opinione pubblica a valorizzare il lascito, proporre la catalogazione con mezzi adeguati e metterlo a disposizione di tutti i cittadini e di quanti possano essere interessati ad un patrimonio che non esageriamo definendolo unico nel suo genere.


Sommario di Pagine Moncalvesi n. 2

e-mail bibliotecamoncalvo@libero.it