Corrado Camandone

DUE POESIE

Il nostro Collaboratore non rievoca in questo numero personaggi e vicende della Moncalvo di ieri: ci propone invece due poesie inedite che fanno parte della raccolta " ". Entrambi i componimenti risalgono al 1984.
Il Lettore apprezzerà, oltre al contenuto di per sè assai significativo, la particolare forma delle poesie: pur essendo scritte in metrica libera, senza seguire quindi le regole fisse basate su lunghezza del verso, cadenza degli accenti e rimatura finale, i componimenti di Corrado Camandone presentano una particolare musicalità, tutta fatta di assonanze che contribuiscono a rendere gradevole non solo leggerle, ma anche sentirle recitare.
Non è casuale che l'Autore abbia avuto come poeta in anni ormai un poco lontani ricevuto l'apprezzamento di Vincenzo Buronzo, che di poesia -e di bella poesia- sicuramente ne sapeva.

Corrado Camandone è nato a Crova Vercellese nel 1920.
Laureato in Filosofia morale, è scrittore e giornalista; si interessa di pittura e fotografia ed è cultore di musica.
Tra le sue opere più note:
"Don Bolla uomo di fuoco", ed. La Grande Famiglia (Cerrina), "Mistero e gioia del presente" (testo e fotografia), ed. Esperienze (Fossano), "Guida fototuristica del Piemonte" (testo e fotografie), ed. Ferrania (Milano).

Il primo componimento segue da una testimonianza che il Poeta ebbe durante gli anni della guerra. Non era mai successo che il mercato moncalvese del giovedì andasse del tutto deserto: ci voleva la follia desolante del conflitto per seminare la desolazione sulla quella piazza che di solito è tanto affollata.

 

QUEL GIOVEDI` DEL '44

Quel giovedì
sulla piazza del mercato
non c'era posto
per i lenti buoi,
i neri mantelli,
i teneri vitelli:
il vuoto silenzio
era straziato
da colpi di mitraglia
e un partigiano
era steso sanguinante
sulla paglia.

Col cuore impazzito
dalle fessure delle porte
le donne fissavano
la piazza della morte.

 

L'altra poesia di Corrado Camandone assume un significato "profetico" se si pensa che venne scritta nel 1984, almeno cinque anni prima del crollo dei regimi comunisti dell'Est europeo che portò con sè la fine della contrapposizione dei due grandi blocchi -Occidente e Oriente- che dal 1945 si fronteggiavano non senza tanti momenti di ansia e preoccupazione.
La poesia, dice l'Autore, è capace di prevedere e prevenire gli eventi reali, assumendo un significato universale e privo di delimitazioni temporali.

 

IN GRAN SEGRETO

In gran segreto
empite d'arance dorate
un missile di Còmiso
e puntatelo su Mosca.
Mettete in altri
stoffe di Londra
profumi di Parigi
birra di Monaco
e puntateli su Mosca.
Sparateli la notte
del prossimo Natale
poi aspettate
guardando il cielo
verso Oriente
ove batte il cuore di tanta gente.

Missili lanciati
dal cuore della steppa
porteranno sull'Europa
una pioggia di stelle
con tante bamboline
colorate e belle
e dolci balalaiche
per cantare
tutta la notte di Capodanno
che è finito
questa volta
ogni affanno.

Abbiamo finalmente
inventato la guerra
che vede vincitori
tutti i popoli
della vecchia terra.


Sommario del Bollettino n. 3

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