Paolo Cavallo
DA GRISANTI A GANDINI
160 ANNI DI ORGANARI ED ORGANISTI NELLA PARROCCHIA SS. NOME DI MARIA DI CALLIANO
(prima parte)Paolo Cavallo, nato nel 1973, è laureando in Storia della Musica (con una tesi di laurea sopra le figure dei Maestri Organisti della Collegiata, poi Cattedrale, di S. Donato in Pinerolo dal 600 ad oggi) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dellUniversità di Torino.
Collabora, in qualità di critico musicale, al settimanale pinerolese LEco del Chisone.
Ha partecipato, in veste di relatore, ai convegni internazionali di studio Troubadours Minnesanger Troubaires e Stranieri in Piemonte e piemontesi allestero nel Medioevo tenutisi a Nizza Monferrato nellottobre 1996 e nellottobre 1997.
"Ogni
teoria è grigia, caro amico, verde è l albero dorato
della vita"
(Goethe, Faust, I)
La storiografia della musica, così come siamo soliti intenderla oggi, corre talora il rischio di parzializzare i suoi oggetti di studio in schematizzazioni incomplete, autenticamente scientifiche solo nelle loro direttrici principali. Anziché allestire una contestualizzazione diastematica fra quei dislivelli sociali, politici, economici e culturali che inevitabilmente si generano fra zona geografica e zona geografica e fra sensibilità e sensibilità in una stessa epoca - al fine, per quanto concerne la materia della storiadelle arti, di correlare le svariate autocoscienze estetiche di un prestabilito ambito temporale e territoriale secondo legami empirici ed ideali comuni - , essa sembra accontentarsi di rielaborare dati già acquisiti da precedenti indagini senza riesumarne le fonti e, soprattutto, senza ricercarne di nuove.
Accade così che nel polveroso "mare magnum" degli archivi parrocchiali inesplorati si nasconda ancora, purtroppo, un elevato numero di documenti sconosciuti: plurime e diacronicamente connotate emanazioni manoscritte di altrettanto plurimi e diacronicamente connotati bisogni economico-culturali esemplificanti, assieme al costume, letos di una società, il suo coefficiente di omogeneizzazione interna. Che siffatto disinteresse abbia afflitto soprattutto le zone rurali è imputabile alla supposta incultura di cui le stesse sono state credute portatrici: il pragmatismo della vita agricola ha infatti sovente allontanato i musicologi dal formulare un "corpus" delle esigenze estetiche di luoghi così defilati rispetto ai centri motori del gusto e dellarte. Ecco invece, proprio nella cosiddetta "Provincia", prendere consistenza la necessità di ricostruire, censendoli, i trascorsi storici dei tramiti umano-tecnici di quei forti valori musicali affinché, una volta individuato il "baricentro" dellespressione musicale della comunità (contadina o proletaria che fosse) -solitamente la Chiesa Parrocchiale ed il suo organo- noi si possa circoscrivere lattuale scepsi storiografica alle loro ignote figure e delinearne il tasso dintegrazione nel coevo "mileu" estetico, al di là di ogni pur sana filantropìa campanilistica.
Per venire alla specificità di questo scritto, il compito esegetico che mi sono prefisso di svolgere durante lesame delle carte contenute nellarchivio parrocchiale di Calliano (alle quali, per amor di esaustività storica, andranno sommati, in altro luogo, i dati documentari concernenti il paese conservati nellarchivio vescovile di Casale Monferrato) è stata la delinazione storica delle "opere e i giorni" degli organisti ed organari che dal 1753 al 1913 (date, rispettivamente, della costruzione dellorgano e della sua ultima fondamentale riforma) si trovarono ad operare sullo strumento a canne della Chiesa SS. Nome di Maria.
Dei primi, assieme al loro elenco onomastico in ordine cronologico, ho compilato singoli abbozzi biografici incentrati, a causa di una quasi totale "inopia notitiarum", più sulle note di pagamento annotate sui registri-spese e sulle convenzioni economiche da essi stipulate che sulle loro vicende artistiche e personali.
Per quanto riguarda i secondi, non essendo io un organologo di professione, mi sono limitato a trascrivere, corredandoli di un commento senza velleità di specialismo, i progetti fonici, le revisioni e le ristrutturazioni di cui detto organo è stato fatto oggetto in 160 anni di vita: pur non avendo trasceso mio tale limite, credo di aver ugualmente giovato agli studiosi di questo campo fornendo loro un prospetto dettagliato delle entità e del numero degli interventi successivi alla costruzione grisantiana.1) Letà di Mozart a Calliano.
Insediatosi nella parrocchia allinizio degli anni 50 del 700, il novello prevosto di Calliano Piergiorgio Scamuzzi (Scamuzio) si erse da subito, grazie alla cultura umanistica ed alla preparazione teologica che gli erano proprie (ce lo dimostra il limpido eloquio, a metà fra memoriale e narrazione, che pervade le pagine del suo Liber Chronicus), al rango di coordinatore ed attuatore delle necessità spirituali e temporali della comunità affidatagli. È a buon diritto, perciò, che noi possiamo ascrivere alla sua presenza in Calliano, in concomitanza con un periodo relativamente pacifico per il Piemonte, il fondamentale evento maieutico per la nascita della storia musicale locale: limpiantagione, "ex novo", di un organo nella Chiesa Parrocchiale SS. Nome di Maria quando correva lanno del Signore 1753. Le motivazioni su cui si basò la decisione di erigere questo strumento musicale con annessa orchestra nella Chiesa Parrocchiale di Calliano (due opere, come avremo modo di verificare, dalla fattura alquanto onerosa), privi come siamo di testimonianze scritte a proposito, non sono più riconducibili con nettezza di contorni al nostro campo visivo. Privilegiando motivazioni "stricto sensu" musicali, possiamo ipotizzare, assieme allottemperanza delle norme "organologiche" dettate nel 1749 da Benedetto XIV allinterno della Costituzione Annus qui, oggettive difficoltà dintonazione delle parti cantate della Messa con susseguenti problemi di compostezza per il popolo ed il celebrante durante la Liturgia o, con meno pignoleria, la comunitaria volontà di dotare il Tempio principale del comune di unopera fastosa che ne accrescesse il decoro. La concomitanza di cause utilitaristico-estetiche che si nasconde al di sotto del lemma "decoro" contribuisce a meglio lumeggiare il disagio ancipite dei sacerdoti e dei parrocchiani dinanzi una Chiesa il cui apparato architettonico ed iconografico, tutto sommato mediocre fatti salvi i quattro dipinti del Caccia e della sua scuola, mal allegorizzava, per incompiutezza simbolica, la sua importanza di centro spirituale del paese. Sintomatico, a questo proposito, linventario dei beni mobili in essa contenuti redatto dal parroco di Calliano in un questionario senza data in occasione di una visita Pastorale del vescovo casalese Radicati. Nel capitoletto "Della struttura delle Chiese" egli descrisse in dettaglio: "3 Nella Chiesa Parochiale vè il Choro in forma quadrata, stalli non v è ne sono se non che semplici cadreghe - il Paroco stà in mezzo, ma però non ha sedia distinta". La Parrocchiale callianese si presentava così disadorna: allinterno, essa era composta da ununica navata centrale con altari laterali (uno per ciascuna delle tre Confraternite locali) delimitati da antiestetiche cancellate, sprovvista e di arredi sacri notevoli e di gran parte dellapparato figurativo che oggi laddobba (i dipinti della "Via Crucis" risalgono al 1760); allesterno, la pianta di facciata sarebbe stata portata a termine solo nel 1767. Viste le condizioni "non finite" delledificio si comprende meglio la volontà impellente di impiantarvi un organo di pregiata fattura: trascesa la semplice utilità sonora dello stesso per ladempimento dellofficio musicale previsto nelle sacre celebrazioni, esso acquisiva, un po come avrebbe auspicato, nel 1766, Bernardo Antonio Vittone nel suo trattato Istruzioni diverse concernenti lOfficio dellArchitetto Civile, valore iconografico autonomo, organico a quello preesistente nella Chiesa (si pensi allimpatto visivo sui fedeli degli intagli della cassa, dei modiglioni, delle arzigogolature della cimasa e della balaustrata dellorchestra). Si può dunque affermare, con buoni margini di sicurezza, che il risveglio dellimmaginario collettivo e lepifania duna volontà di "civilizzazione" artistico-musicale provocò la messa in preventivo dellerezione di siffatto strumento ingenerando un massiccio afflusso pecuniario, di provenienza soprattutto laicale, nelle casse del clero locale, il quale la investì con avveduta sollecitudine. Come risulta in una memoria del Priore della Compagnia del S. Rosario " La sudetta Compagnia è concorsa nella spesa nella cosruzione dellOrgnano colle Veneranda Compagnia del Santissimo Sagramento, e Sufraggio nellautuno 1753 e lanno appreso come si può vedere nel Libro del Tirato e Speso di quellanno". Vivendo in una società in cui lesplicitazione pubblica del sentimento religioso personale veniva classificata secondo categorie di meritocrazia spirituale, in base alle quali, tanto per rimanere nello specifico, ogni migliorìa architettonico/scenografica apportata ad un luogo di culto era effettuata "ad maiorem Dei gloriam", il riflesso conseguente di detti valori etico/pratici si ripercosse tanto nella contribuzione spontanea e pressochè totale degli adepti delle tre sunnominate Confraternite quanto nelle offerte dei parrocchiani: "Ed infatti io Prevosto Scamuzio buona parte delli danari pervenuti negli anni precedenti ho impiegata per lorgano". Figlio dellimpiantito morale-teologico-estetico, ancor prima che di quello economico, questo vero e proprio esempio di sinergico mecenatismo culturale popolare ci attesta, assieme alla mancanza di documenti precedenti in merito, che la Parrocchiale di Calliano, ante 1753, era sprovvista di strumenti da tasto. Seguendo i criteri di unequa contribuzione, proporzionale al numero dei sottoscrittori in forza a ciascuno degli enti spirituali in questione, lallora prevosto di Calliano, don Piergiorgio Scamuzzi (Scamuzio), ed i Priori delle Compagnie religiose si accordarono per la costruzione dellorgano e della sua orchestra e per la ripartizione degli oneri susseguenti. Senza lungaggini od indugi, essi commissionarono la cassa e la parte fonica dello strumento al noto organaro napoletano, residente in Asti da circa una quindicina danni, Liborio Grisanti, gli intagli dellorchestra allaltrettanto stimato scultore ligneo Francesco Bonzanigo, anchegli dalla natìa Bellinzona, immigrato con il padre Carlo in Asti, la fattura complessiva della bussola contenente lorchestra a Francesco Accattino di Vignale -previa convenzione, oggi purtroppo andata perduta e di cui resta memoria solo in un inventario del Parroco Scamuzzi, fra i priori delle Confraternite e gli artigiani stessi- e lo "stucco de Modioni" allo stuccatore signor Baguti.
La spesa complessiva ammontò alla considerevole cifra di 1603 lire, 4 soldi, 2 denari. È lecito credere che nel 1754, una volta terminati i sopraindicati lavori, la fame di musica della Parrocchiale di Calliano fosse stata soddisfatta con uno strumento di media grandezza - una decina di registri, per un totale di circa 500 canne. A naturale conseguenza dellerezione dun organo da suonarsi durante la liturgia, non tardò a far capolino sulla scena musicale callianese la figura dellorganista. Questi, quasi coevo del famoso maestro di cappella del Duomo di Asti Giacinto Calderara (Casale Monferrato, 1729 - Asti, 1803), si chiamava Giovanni Battista Serra, figlio di Felice. Egli nacque nel 1733 (non a Calliano, mancando la registrazione del suo nome nel Liber Baptizatorum nellanno 1733) e morì a Calliano il 28 luglio 1798. Dei suoi anni di formazione e di apprendistato musicale, del suo livello di conoscenze teorico-tecniche dellarte dei suoni e della sua professione nulla, ahimè, ci è dato oggi sapere. Le uniche notizie inerenti le sue mansioni nella Chiesa Parrocchiale, fra cui la data dinizio del suo impiego, il 1755, ci derivano da una convenzione manoscritta stipulata fra il predetto e le Compagnie del SS. Sacramento e Rosario nel 1757 "per riguardo di sonare lorgano di questa Chiesa Parrocchiale". Essa, rogata in un italiano quasi «cruscante» dal notaio Antonione, attesta che lorganista prestò il suo servizio "al tempo delle funzioni in tutte le prime e terze domeniche di ogni mese, nelle feste della S. Vergine, in tutte le feste solenni correnti frà lanno, feste de Santi Apostoli e S. Giuseppe, nel triduo della Domenica quinquagesima, nelle novene del Natale, e Pentecoste, e de defonti, ed in qualunque altra occasione che occorrerà nellanno di fare qualche funzione solenne". A contropartita pecuniaria delle mansioni svolte dal Nostro venne pattuita la cifra annua di "lire trentacinque Piemonte (...) Cioè lire quindeci e mezza per caduna delle due Companigne del S. Sacramento e S. Rosario e ciò a motivo che per lo piu le funzioni occorrano à farsi ai loro altari, e lire quattro dalla Compagnia del Suffraggio" cui, solo per lanno 1757, "per maggiormente animare il sudetto Signor Serra nellintrapresa obligazione" il parroco Scamuzzi aggiunse "in gratuita e libera ricognizione lire cinque". Lo stipendio dellorganista, con il passare degli anni, fu ritoccato in un paio di occasioni: nel 1777 quando la Compagnia del S. Rosario elevò la propria quota a £ 18 (quasi sicuramente anche i confratelli del SS. Sacramento e del Suffragio fecero altrettanto) ed il 24 ottobre 1794, allorchè il priore della stessa vergò sul suo libro di contabilità " Ho pagato al Signore Organista Serra per saldo suo onorario corrente anno per la tangente della Compagnia del SS. Rosario, giusta laccordo dellanno scorso 1793 fatto col medesimo, per cui si sono aggiunte al predetto solito onorario degli anni scorsi di £ 18 annue, lire sei per cadun anno in vigore di che resta in oggi pagato al sudetto Signore Organista pel corrente anno come sopra la somma di lire ventiquattro Piemonte. detto £ 24" postillando inoltre la sua memoria con un asterisco "a latere": "con patto espresso che debba detto Signore Organista suonar lorgano in tutti i giorni festivi ad esclusione di quelli che la Chiesa proibisce come ancora nelle novene, a tridui, etc.". Domando scusa al lettore per aver porto alla sua attenzione un accolita di variazioni di "scala mobile" tanto povera di informazioni inerenti la storia musicale locale ma, dallenucleazione degli orari di lavoro e degli emolumenti percepiti dallorganista, losservatore moderno può risalire, leggendo fra le righe, ad alcune delle consuetudini della musica sacra callianese nellultimo cinquantennio del XVIII secolo. Balza infatti subito allocchio la scrupolosità nella enumerazione delle funzioni necessitanti di accompagnamento organistico, sia nel contratto del 1757 che in quello del 1793: al di là del semplice elenco pro-memoria è ragionevole ipotizzare che il nostro organista possedesse, quanto a tecnica digitale, qualcosa in più dei semplici rudimenti di base (nonchè che praticasse durante i giorni feriali un lavoro retribuito non di natura pesante, dovendo egli salvaguardare integra larticolazione delle dita). Questo soggettivo assunto sembra trovare avallo nella testimonianza lasciataci da don Scamuzzi "Lanno 1765 alli 6 di Agosto" in seguito alla Visita Pastorale effettuata a Calliano da Monsignor Avogadro, allora Vescovo di Casale Monferrato: "...nel suo ingresso vi fu un concerto di tré violini accompagnati dallOrgano". Sempre che fosse lo stesso Serra a suonare (ma è difficile a credersi, vista linveterata tradizione dei Violons, strumentisti delle Cappelle musicali dei Nobili o degli Alti Prelati che talvolta venivano aggregati alla loro pompa), si trattò di una esecuzione di musica sacra eccezionale per le consuetudini del luogo, forse una sonata da chiesa tripartita per archi e basso continuo: essa straordinarietà prova, dal canto suo, leffettiva esistenza di un officio musicale continuativo fruito e gradito dal popolo nellambito della Chiesa Parrocchiale callianese.
Pratica quotidiana di cui non è rimasta memoria eloquente, se non con fugaci sottolineature, nel Liber Chronicus settecentesco: lerezione dei quadri della Via Crucis, il 26 dicembre 1760, "nel dopo pranso di questo giorno" fu accompagnata dal "Canto Solenne de Vesperi", funzione tuttaltro che eccezionale; " nel primo Venerdì di Quaresima, che fu li 9 marzo 1764" il parroco, durante la nuova canonica erezione della Via Crucis, stese questo resoconto : "mi sono portato nanti lAltar maggiore, e quivi ho intonato il Veni Creator (...) e fatta l esposizione del SS. Sagramento, ho intuonato il Tedeum in ringraziamento al Signore"; in occasione della consacrazione, presente Monsignor Vescovo, dell "Altare Maggiore di marmo", il 16 settembre 1765, "la fonzione durò quattroore (sic), essendosi fatta tutta solennemente in canto"; nel 1767, "Terminata che fù la pianta della Facciata" della Parrocchiale "... nella quarta domenica di ottobre si cantò una Messa Solenne col Te Deum Laudamus". Al di là del repertorio innodico, duso consueto nelle maggiori solennità, che detti sporadici accenni lasciano trapelare, ignoriamo se trovassero, o meno, spazio nella liturgia dellepoca interludi organistici, secondo quale stile, severo o "napoletano", venissero improvvisati, quali fossero gli autori di musica da tasto praticati nelle lande monferrine in quell ultimo cinquantennio del 700, la quantità e la qualità dei manoscritti musicali eventualmente posseduti dallorganista Serra. Un così avvilente risultato euristico sulla figura ed attività di G. B. Serra e sulla ordinaria prassi musicale della Parrocchiale callianese viene tuttavia lenìto da un assai più pregnante resoconto diacronico degli interventi settecenteschi subìti dallo strumento del Grisanti.
Come tutte le persone di senno e di buon gusto sanno, lorgano è uno strumento delicato quantaltri mai: la sua accordatura risente delle minime variazioni di temperatura e di tasso dumidità dellambiente che lo circonda, per non parlare dellaccumulo di polvere che, incrostandosi sul somiere e sulle canne, col passar degli anni ne inibisce luso artistico. Onde garantirne un funzionamento soddisfacente e preservarlo dagli agenti atmosferici che intaccano la lega delle canne occorre pulirlo internamente e riaccordarlo con una certa frequenza. Ad un esame approfondito delle carte dellA. P. di Calliano, emerge invece, insieme alla manutenzione periodica di cui lo strumento grisantiano fu fatto oggetto, un vero e proprio ampliamento fonico dello stesso. A quasi trentanni dalla sua costruzione ed a più di dieci dalla morte del suo autore Liborio Grisanti, nel 1782, i Priori delle tre Confraternite locali (che probabilmente si dividevano lonere della sua manutenzione) contattarono un organaro, di nome Antonio Scopello, " per il Concertamento, ed aumento dellOrgano della Stessa Chiesa Parrochiale". Questo artigiano, il cui emolumento venne fissato in £ 160, fu incaricato sia "di dare lorgano (...) aumentato di numero dodeci Contrabassi, di legno, di piedi sedici, ed altre due registri (...) cioè uno vigesimo sesto, ed laltro vigesimo nono" sia " di riporre un Registro di Tromba (...) credendulo più a proposito un altro di ripieno per rendere più conspicua la voce". Lesoterico significato di queste richieste è presto svelato: poichè Liborio Grisanti non fabbricò mai registri ad ancia (la tromba, ad esempio) nei suoi organi, è possibile che lorganista, anche con il Tiratutti inserito, non riuscisse a sostenere il canto in modo soddisfacente. Per ovviare a questinsufficienza volumetrica, allorganaro dell 82 fu affidato il compito di rinforzare la sezione di basseria preesistente con linnesto di un registro di maggior profondità (contrabassi di sedici piedi), di potenziare i registri di vigesimasesta e vigesimanona -i quali, essendo registri armonici, cioè di puro sostegno sonoro, dovevano essere grisantiani, per cui anchessi anteriori al suo intervento- con laggiunta di nuove canne e, infine, a dotare il "plenum" dellorgano di una voce chiara, squillante e definita, di inserire il registro di tromba. Il Priore della Compagnia del S. Rosario corrispose al collega del SS. Sacramento il 16 luglio 1782 "per laggionta de Contrabassi al Organo compresa la perizia ed altre spese lire trenta, soldi diecinove, denari quattro". Tre lustri più tardi (lanno precedente la morte dellorganista Serra), il 30 maggio 1797, fu la volta della prima aggiustatura dello strumento ad opera di Luigi Savina, il quale sovrintese alla bontà dellintervento e collaudò personalmente il restauro : " Più in detto giorno pagato per parte della sudetta Compagnia del Rosario al signore Savina di Asti, fabricatore dorgani in detta città costì in tale giorno recatosi per dar giudizio del detto aggiustamento e fatture fattevi intorno al detto organo" . Anche nel suo caso la cifra pattuita fu di £ 160 "delle quali oltre lire 30 sono state sborsate dalla Compagnia del Suffragio, e lire cento dalla Compagnia del SS. Sagramento; per cui detto pagate per parte della detta Compagnia del Rosario £ 30:" cui, come pocanzi visto, vennero sommate "pel detto suo incomodo a collodazione (...) lire quindici Piemonte" nonchè " per parte della stessa Compagnia del Rosario altre lire due e soldi dieci ad un figlio di Giuseppe Cogiola pel tempo consonto nel tirar i mantici del detto Organo mentre si faceva il sudetto aggiustamento".
Mozart, allepoca della dipartita di Giovanni Battista Serra, organista di Calliano, era defunto da sette anni.
LEuropa, dopo la rivoluzione francese ed in prossimità dellapogeo napoleonico, era in subbuglio. Il Monferrato, nel periodo 1796-1802, sarebbe stato messo a ferro e fuoco dalle truppe del Bonaparte. La vita musicale callianese, percorsa dalla rifrazione in eco di questi determinanti, epici avvenimenti continentali, procedeva senza scosse catastrofiche: morto un organista se ne creava un altro. Con Carlo Serra, succeduto a Giovanni Battista nel 1799, per la storia della musica e dei musicisti del paese si entra infatti, cronologicamente ed idealmente, nel XIX secolo.
APPENDICE
SOMMARIO:
Documento I : "Convenzione tra le Venerabili Compagnie del S. Sacramento e Rosario (...) ed il signore Giovanni Battista figlio del signor Felice Serra (...) per riguardo di sonare lorgano di questa Chiesa Parrochiale" ( anno : 1757).
Documento II : "Scrittura dintelligenza (...) per il concertamento, ed aumento dellorgano della stessa Chiesa Parrochiale." (anno : 1782).
N. B. : tutti i suddetti documenti sono attualmente contenuti nella cartella N. 4 "ORGANO - BANCHI CHIESA".
Documento I.
Convenzione tra le Venerabili Compagnie del S. Sacramento e Rosario per una parte, ed il signore Giovanni Battista figlio del signore Felice Serra per laltra per riguardo di sonare lorgano di questa Chiesa Parrocchiale; e cio con lintervento del Molto Reverendo signor Preposto e delli Priori delle sudette Compagnie
1° il prefato signor Giovanni Battista Serra qui presente si obliga di sonare lorgano di cotesta Chiesa Parrocchiale al tempo delle funzioni in tutte le prime, e terze domeniche dogni mese, nelle feste della Santa Vergine, in tutte le feste solenni, correnti frà lanno, feste de Santi Apostoli, e S. Giuseppe, nel triduo della domenica quinquagesima, nelle novene del Natale, e Pentecoste, e de Defonti, ed in qualonque altra occasione, che occorrerà nellanno di fare qualche Funzione solenne.
In corrispetività delle sue fatiche ed incommodo le prefate Compagnie del S. Sacramento, S. Rosario, e Suffraggio ed à nome di esse e per esse il Molto Reverendo signore don Felice Antonione Priore ed il signore Pietro Secondo sotto Priore ed il Molto Reverendo signore don Giuseppe Pasquini Priore del S. Rosario, ed il Molto Reverendo signore don Giuseppe Saracco con lintervento e consenso del Molto Reverendo signor Preposto Scamuzzo si sono obligati e si obligano dannualmente pagare à titolo di onoraria ricognizione al sudetto signor Giovanni Battista Serra lire trentacinque Piemonte da pagarseli ogni anno à settembre, dal qual mese sintende comminciar havere il suo vigore la presente scrittura. Cioe lire quindeci e mezza per caduna delle due Compagnie del S. Sacramento e S. Rosario e cio à motivo che per lo piu le funzioni occorrano à farsi ai loro altari, e lire quattro dalla Compagnia del Sufraggio. Piu il sudetto Molto Reverendo signor Preposto Scamuzzi per maggiormante animare il sudetto signore Serra nellintrapresa obbligazione come sopra graziosamente si esibisce di dare al medesimo signore Serra lire cinque del proprio, senza che però ciò posso passare in pretesa, o consuetudine, tanto perse, o suoi sucessori.
Atteso quanto sopra il nominato signor Giovanni Battista Serra, con consenso del signor Felice suo padre qui presente, si dichiara di volere esattamente adempire à quanto sopra si è obligato, con dichiarazione che resta à carico suo, il provedere persona per tirare i mantisi. E per osservanza di quanto sopra sì sono le parti quì sottoscritte sotto il giorno doggi quattodeci settembre mille settecento cinquanta sette alla presenza delli infrascritti Testimonii.Giovanni Battista Serra afferma quanto sopra
e siccome il sudetto signor Giovanni Battista Serra già da due anni di piu indietro hà sempre prestata lopera sua sino ad oggi nel sonare lorgano e ciò su la speranza che si fu data duna convenevole ricognizione per ciò quantonque solamente in oggi siasi devenuto allo stabilimento della presente convenzione, tuttavia per cio riguarda al passato dalli nominati signori Priori delle sudette Compagnie si sono sborsate lire trentacinque à mani del signor Giovanni Battista Serra che confessa di haver ritirata, e rimborsata la detta somma, e di piu il nominato signor Preposto Scamuzzi hà pure graziosamente sbosate lire cinque à mani del sudetto del proprio à titolo come sopra; come se la presente scrittura fosse stata conchiusa nellanno del settembre scorso. conche esso signore Serra si dichiara tacito, e contento per lopera sua sino al giorno doggi prestata, e per fede si è sottoscritto.
Giovanni Battista Serra afferma quanto sopra
Felice Serra confermo quanto sopra
Prevosto Piergiorgio Scamuzio
Felice Antonione Priore del 55
Giuseppe Ignazio Pasquini Priore del S. Rosario
Giuseppe Antonio Sarracho Priore del Suffraggio
Pietro Secondo Gandolfo Sotto priore del SS Sacramento
Giuseppe Felice Acattino testimoneGio Antonio Antonione scrissi fui testimonio
Documento II.
Scrittura dintelligenza, con capitolazione trà li Molto Reverendo signor D. Felice Accattino, Priore della Compagnia del Santissimo Rosario, D. Gioanni Battista Pasquini Priore di quella del Suffraggio e signor Pietro Secondo Gandolfo Priore di quella del Santissimo Sacramento eretta in questa Chiesa Parochiale per una parte, ed Antonio Scopello per il concertamento, ed aumento dell Organo della stessa Chiesa Parrochiale
Primo detto Organista Antonio Scopello si obliga, e si sottomette di dare lorgano ben concertato, secondo le regole di sua arte, e quello aumentato di numero dodeci contrabazzi, di legno, dellintonazione di piedi sedici, ed altre due registri di canne piombo, e stagno, cioè uno vigesimo sesto, ed laltro vigesimo nono, quali dovranno perfettamente unirsi, e concordare colli altri registri già esistenti in detto organo, e fare tutte quelle altre opere che saranno credute necessarie per ridurre detto organo, in uno stato perfetto, il tutto il tutto in totale suo carico, e spesa di ogni e qualonque cosa che sarà necessario per ridurre il detto organo alla sua perfezione; e sicome si era progettato di riporre un registro di Tromba credendulo più a preferito un altro di ripieno per rendere più conspicua la voce, resta inteso che quallora venisse collodato più necessario, e plausibile quello della Tromba, che debbi rimuovere quello del ripieno, e riporre quello della tromba e ciò a giudizio del Perito che sarà chiamato per riconoscere tale organo, e le opere che si assume esso organista di fare che siano seguite a dovere, e secondo le regole dellarte.
2° Mediante lopportuna collodazione, ed approvazione di persona perita nellarte, detti Signori Priori si obligano e si sottomettono di pagare al detto Antonio Scopello organista, lire cento e sessanta, e quallora non venisse collodata lopera, non intendano di fare nessuno sborso di denaro, se non chè prima si riduca lopera a perfezione si ed come verrà suggerito dal perito che dovrà collodare, e dare il suo giudizio
Il tutto promettendo le parti di osservare, e di eseguire quanto à caduno spetta, ed appartiene sotto lobligo de rispettivi beni, ciò è quanto à Signori Priori quelli della Compagnia, e l Antonio Scopello ... ... proprij informa ... collodato dal ... professorio dessi; dichiarando che la spesa della collodazione sarranno a totale carico della Compagnia; Per fede si sono sottoscritti alla presenza delli infrascrtti testimonii; Calliano li otto giugno millesettecento ottantadue.Antonio Scopelo
D. Giuseppe Felice Antonione Priore del Santissimo Rosario
D. Giovanni Battista Pasquini Priore del Suffraggio
Pietro Secondo Gandolfo Priore del Santissimo [Sacramento]
Giovanni Battista Serra testimonio
Francesco Maria Cotti testimonioGiuseppe Antonio Antonione scrissi, e fui.

La Chiesa parrocchiale del SS. Nome di Maria in Calliano, risalente ai primi del '700. L'edificio era già dedicato alla Vergine e ai Santi Pietro, Paolo e Feilce; conserva all'interno una splendida "Madonna con i Santi Domenico e Caterina" opera di Guglielmo Caccia detto "il Moncalvo"
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