Luigi Sarzano

PAGINE MONCALVESI: UNA POESIA

Con grande piacere abbiamo ricevuto da Torino all'inizio di agosto una poesia che il moncalvese Luigi Sarzano, uomo di lettere, ha composto e dedicato a questa pubblicazione.Non ci saremmo mai aspettati che qualcuno ci dedicasse una poesia, soprattutto che ce la offrisse un Poeta.La divulghiamo volentieri, ringraziando l'illustre Lettore dell'attenzione con cui segue "Pagine Moncalvesi".Luigi Sarzano è nato a Moncalvo nel 1927 e vive a Torino.È figlio di Felice Sarzano, Capitano dell'Esercito caduto in guerra, al quale sono dedicate le Scuole elementari della nostra cittadina.Laureatosi in Legge nel 1949, è autore di raccolte di poesie, tra cui "Eterni tempi" e "Farsi uomo"; per il teatro ha scritto "Tributi al Mostro", "I Grilli intorno alla Casa", "La compagnia delle Lune Spente", l'atto unico "L'ultimo San Martino", "Il Re dagli occhi di conchiglia" e molti altri testi.

PAGINE MONCALVESI
Ho ricevuto queste vostre Pagine
e vi ringrazio. Voci di Città,
di Piccola Città che nel ricordo
sembra quasi in frontiera e dove i morti
parlano come quelli del teatro
degli anni giovanili, quando Wilder
stupiva e commuoveva - noi più buoni.
Le Piccole Città fanno ricordi.
Quelle grandi non so - ma so che guardo
queste Pagine quasi non osando
leggere cosa è scritto per timore
di scoprire il perché di una distanza
che sa di odor di fieno e grilli antichi
che parlano - teatro?- per chi mai?

* * *
Inoltre dal volume "Farsi Uomo - ciclo di poesia privata e pubblica", pubblicato da Carpena nel 1960 e conservato nel fondo Buronzo della Biblioteca Civica "Montanari" desideriamo riproporre "Preludio alla stazione nebbiosa", che descrive con accenti di accorata liricità un paesaggio monferrino d'autunno.

PRELUDIO ALLA STAZIONE NEBBIOSA
Oh vigne in voi grondanti di viola e di rosso
come carni di baccanti dilaniate
e illividite; in voi gialli bagliori
violentemente spenti sulla terra
come chiome d'arcangeli abbattuti
dalle nuvole cupe...
nuvole cupe e sangue e schiarite possenti e barlumi
e terra nera, grassa che in lussuria tripudiava
e moriva con l'odore lancinante dei tartufi
in voi!... in voi!...
Odor di foglie morte è una tristezza
che prelude al pallor del grisantemo.

Sommario del Bollettino n. 4

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