Alessandro Allemano
UN SACRIFICIO NON INUTILE

Nella scorsa estate una lettrice di queste "Pagine" mi ha segnalato un episodio di grave inciviltà compiuto ai danni del Monumento ai Caduti sul Parco della Rimembranza.
Ignoti vandali (troppo spesso ignoti) hanno divelto ed asportato una lastra di marmo che componeva la parte sinistra delle due lastre recanti i nomi dei Moncalvesi morti per la Patria, dalle campagne risorgimentali fino all'ultima guerra e alla lotta di Liberazione.
È un fatto grave, che non può e non deve passare sotto silenzio: già troppe volte si è involontariamente accondisceso alla stupidità dei nuovi barbari dando poco peso alle loro azioni devastatrici. L'Amministrazione comunale ha posto riparo ai danni, ma è doveroso chiedere a chi di dovere di intervenire perché simili atti non abbiano a ripetersi; agli imbecilli che hanno compiuto la "prode azione" non ho nulla da dire (poiché dubito che leggeranno mai questa rivista) se non una parola sola: "Vergogna".
La persona che mi ha segnalato la devastazione è un'orfana di guerra, figlia di un Bersagliere di quella guerra 1915-18 che a poco a poco scompare dalla memoria storica della comunità e che già sta sparendo dai libri di testo delle nostre scuole: come Moncalvese, come Italiano, come Ufficiale in congedo ritengo mio preciso dovere fare nostra la denuncia di quella persona che, commossa, scriveva "Ci è costato fatica, denaro, dolore, commozione ed un continuo lavoro da parte di tutti i Combattenti e da parte di tutta la popolazione moncalvese" e concludeva "Cercate questi mascalzoni, questi senza onore e senza fede che hanno oltraggiato i nostri Caduti".

Svellendo la lastra marmorea si è macchiata la memoria del geometra Giuseppe Fassio, Tenente Colonnello dei Bersaglieri, animatore di tante iniziative per il prestigio di Moncalvo ed il ricordo degli ideali patriottici, propugnatore dell'erezione del Monumento e del suo rifacimento pochi anni or sono.
Pure si è offeso il ricordo di Vincenzo Buronzo, combattente decorato della Grande Guerra, Ufficiale superiore di Fanteria, che ai piedi delle due lastre bronzee dettò, supremo epitaffio, queste poche parole: "Caddero per la Patria con la visione della loro Moncalvo negli occhi e nel cuore".
Si è offeso il ricordo del cavalier Francesco Ronco e di Luigi Valevano, che quel monumento hanno voluto e difeso per la civiltà dei loro concittadini.
Scriveva nel 1956 il Comitato Pro Monumento, chiedendo il contributo dei moncalvesi:
"È una di quelle iniziative verso le quali il cuore ci porta spontaneamente in uno slancio di doverosa commossa riconoscenza verso Quelli che hanno dato la vita per la Patria, per noi. Dopo tutto, il sacrificio di fare un bel monumento è infinitamente piccolo di fronte al sacrificio di chi ha dato il fiore della sua giovinezza e delle sue speranze: anzi, per chi ha mente e cuore, il generoso contributo per l'erezione di questa opera di squisita civiltà diventa una preziosa occasione di nobiltà e di gioia".
E più oltre: "Noi, moncalvesi adulti, che siamo tra la giovinezza del sangue, che sono i nostri Caduti, e la giovinezza in fiore, che sono i nostri figli, noi abbiamo l'onore di erigere un monumento a gloria e ricordo dei primi e ad esempio degli altri e di tutti".
Non credo di dover aggiungere altro: a monito e ricordo di quelli che, privi di ideali e con la testa vuota, si divertono direi alle spalle dei nostri Caduti ripropongo una lettera aperta che don Bolla scrisse ai soldati moncalvesi sparsi sui diversi fronti nel 1942. Si tratta di uno scritto che ricorda i nomi di tanti che, allora giovani, ora sono anziani, altri non sono più da qualche anno, altri ancora non sono tornati vivi a Moncalvo ed i loro nomi sono incisi sulle due lastre del Parco della Rimembranza; ho tratto il documento dal numero 12 del 1942 del bollettino parrocchiale "La buona Parola", conservato in Archivio parrocchiale. Avverto che molti riferimenti, a noi poco comprensibili e direttamente riguardanti le persone ricordate, le loro occupazioni, il loro carattere, sono stati riportati testualmente, senza nulla togliere al valore documentario ed affettivo di queste paginette scritte da Uno che di amor di Patria davvero se ne intendeva.
Solo, ho ritenuto di intervenire con qualche nota biografica.

Monsignor Bolla Prevosto di Moncalvo dal 1930 al 1952, Cappellano Militare pluridecorato


Ai nostri cari Soldati
Carissimi del mio cuore!
Quanto mi è increscioso non potermi fermare nel dolce silenzio del mio studio per corrispondere singolarmente con ciascuno di voi cui viene con quotidiana frequenza l'animo in pensieri, preghiere ed auguri!
Vorrei che ciascuno leggesse questo mio saluto come indirizzato singolarmente a sé, così come io vi sento ora mentre scrivo e tengo davanti il sacro mucchietto delle lettere e cartoline che mi portarono il palpito del vostro grande cuore ed il fremito di passione con cui voi preparate le sorti di questa grande Italia nostra cui il Signore affidò compiti eccelsi e donò la missione di dirigere spiritualmente il mondo.
Sentiteci tutti tanto vicini a voi, specie oggi in cui il dolore, il pericolo e la dura vita ci accomunano nella riparazione e nel merito con voi!
Ringrazio in modo tutto particolare quelli che per squisito atto di buon cuore vollero inviare con una offerta il segno di gradimento per la «Buona Parola», e:
il bravo Tenente Lazzarini,1) il solitario e taciturno Mario Merletto,
il Tenente Fenocchio che diventa Siciliano (lui o i figli ?),
i bravi Legionari della Iª Compagnia 38° Battaglione CC. NN.,
il caporale (auguri e avanti!) Broda Ercole; l'alpino autentico Caporale Pesenti Pietro,2)
Il Sotto Tenente Minola Domenico (di nuovo alpino e come!),
il (russo) Viale Vincenzo3) brigadiere CC. RR.,
Beppe Marzano4) e Aldo (ahi! stavolta tocca a te!!),
il magnanimo Tenente Professor Pescarmona,5) che anche i nostri poveri ringraziano a mezzo Conferenza San Vincenzo),
il Capo Squadra Mario Viale6) (che sa pigliar tutto con alto spirito),
il bersagliere Bertana Sandro7) (che trovò sì breve la licenza),
il geniere Sandro Piccaluga (che pare trovi modo, nella guerra lunga, di allungarsi anch'egli),
il sempre più giovane e coraggioso Caporal Maggiore Fiora Crispino,8)
il mite Sotto Tenente Millo Agostino; il caro Bacchiella Piero,9)
il super decorato Maresciallo (egiziano) Accomazzo Cesare,10)
l'alpino Luparia Francesco (sì giovane e già ... fochista),
il fedele tesoriere del Circolo, Americo Luparia che tutti i compagni salutano,
il buon Sergente Maggiore Torchietti Lino, che quel gran galantuomo di Coggiola Pietro ha legato alla sua famiglia e alla nostra cittadinanza prima di entrare, sì giovane e stimatissimo, in Cielo,
l'energico Vigone Stefano, topo di magazzino,
Devasini Gino (piccolo, ma sodo!); l'asso Parmigiani Silvio,11)
Durante Gelindo ormai veterano!
Caporal Maggiore Origlia Enrico, cittadino onorario nostro,
l'artigliere (fra le nevi) Mario Biletta,12) e il Sergente della Sassari13) Carlo Garabuzzio, De Bona Luigi;14) il nostro caro Don Luciano15) coraggioso e generoso,
il buon Felice Camerano, e l'eterno magazziniere (ce ne sono anche alla Stazione dei magazzini che ti attendono!) Finardi Rino,
il Caporal Maggiore Giulio Steffenino (bravo! confidare sempre nel valore del proprio dovere), Giuseppe Marzano (ti penso tanto!),
il geniere Biletta Carlo,16)
il piccolo Bosco Franco,
il mio caro Garrone Luigi, che i circolini ricordano con tanto affetto,
il buon Angelo Avezzano; Angelo Roncali;17) l'alpino Meda Pierino bocia;18) il superbasso della povera Schola nostra deserta, Giovanni Sorba19) (ma canta che ti passa! e quando tornerai vedrai l'organo nuovo: faremo grandi cose, mai viste! ma fa presto),
il caro Sotto Tenente Carlo Antonioli,20)
l'alpino Biano Ugo21) (che Dio ti protegga e conforti); e l'Oreste Cerrano che ringrazio di gran cuore per la frequenza dei loro saluti,
Bianco Antonio e Mosagna Michele,
il buon Pierino Piccaluga che ... tiene il collegamento,
il Capo Elettricista di Iª Regia Nave Montecuccoli, Meda Aldo,
De Alessi Quinto, Malaspina; e Diotti22) (gli Africani),
i miei carissimi capelloni: Strona Guido, Cantamessa Italo, Castellano Giuseppe23) e Luparia Renato,24) sì giovani e sì grandi nel dovere e nel nostro cuore!
il bravo Capitano Piero Pecchio,25) che ha il cuore qui col suo piccino bellissimo!
Gandolfo Lorenzo (sicuro che ti scriverò! ne rinnovo proposito ogni dì, ma... bravo! conserva e coltiva i sentimenti che ora respira l'anima tua: questo è vivere! l'altro è vegetare),
il Sergente Maggiore Schafter Valter (e riceverà presto anche da me!),
il Legionario Granieri Gino (ma...anzianità fa grado!),
il caro Remo Bonvicino26) (ne siamo tanto spersi!),
Biletta Mario, Luparia Carlo27) (sì, ho ricevuto i tuoi ringraziamenti) e Calzone Celestino che si decise...a cambiar fronte!
il negromante Sandiano Alberto,28) il veterano Giuseppe Deregibus29) violoncello di spalla,
il mio Sergente Maggiore Vercelli Stefano campione di tutte le imprese di cielo, terra e mare,
il supersocio Massoglio Renato30) (che ha grandi intenzioni),
il granatiere Armando Granieri (come tu mi vuoi),
il mio carissimo Romeo Roberto,31) tanto lontano da sì lungo tempo, ma io ti veggo sotto le mani protettrici della cara Madonna; (prega e confida, il meglio sta maturando per virtù dei vostri sacrifici!),
Antonio Barbalato, sotto diverse mutate divise, sempre sereno cavaliere della Patria: ora... cacciatore di uccellacci di morte: spara grosso e punta fermo: difendi l'Italia!
il superrusso Lie Garrone, che da parecchi mesi ci tiene in ansia di riabbracciarlo,
ed il carissimo Capitano Ronca Paolo, benefattore generoso delle opere nostre caritative, noto a molti di noi, degno dell'amore di tutti (la guerra non vieti l'invocata sua paternità! Auguri e saluti).


Un'immagine del Monumento ai Caduti sul Parco della Rimembranza di Moncalvo
Il memoriale venne costruito nel 1960, mentre le lastre vennero rinnovate nel 1989

 

 

1 Lazzaro Nazareno Lazzarini, nato a Mezzoldo (Bergamo) nel 1916. Maestro elementare, figlio della maestra Cristina Ottone, fu Ufficiale degli Alpini; dopo l'8 settembre 1943 aderì alle formazioni partigiane autonome operanti nella zona di Moncalvo. Si gettò nel Po a Casale il 10 ottobre 1944 per non cadere prigioniero dei Tedeschi: il suo corpo non venne più ritrovato. Alla sua memoria è stata conferita la Medaglia d'Argento al Valor Militare.ritorno al testo

2 Richiamato della classe 1911; è morto nel 1996.ritorno al testo

3 Vincenzo Viale, delle cascine San Martino, classe 1916; giunse in seguito al grado di Maresciallo maggiore Aiutante dell'Arma dei Carabinieri.ritorno al testo

4 Giuseppe Marzano, classe 1919, era originario di Castelnuovo Don Bosco e svolgeva il mestiere -allora assai diffuso in Moncalvo- del carradore. Chiamato in guerra come autiere e aggregato come soldato scelto al 2° Reggimento Autieri, fu dichiarato proprio in quel dicembre 1942 disperso durante la ritirata di Russia.ritorno al testo

5 Candido Pescarmona, docente di Lettere alla Scuola di Avviamento professionale di Moncalvo, membro attivo di molte associazioni caritative cattoliche. ritorno al testo

6 Mario Viale, nato a Oakland (California) nel 1914; era Capo squadra nel 14° Battaglione "M". Anch'egli venne dichiarato disperso in Russia dal 18 dicembre 1942, in seguito alla tragica ritirata.ritorno al testo

7 Classe 1911, soldato del 4° Reggimento Bersaglieri. ritorno al testo

8 Richiamato della classe 1901, del 1° Reggimento Artiglieria alpina.ritorno al testo

9 Classe 1920; soldato del 1° Reggimento di Artiglieria di Corpo d'Armata di Casale.ritorno al testo

10 Cesare Accomazzo (1907-1969), Maresciallo Pilota della Regia Aeronautica, allora dislocato in Egitto, era stato decorato di due Medaglie d'argento al Valor Militare, promosso Maresciallo per meriti di guerra (in sostituzione di una terza Medaglia d'argento) e decorato della Croce di Guerra al Valor Militare nelle Operazioni Militari in Spagna (1937-38). Fu anche insignito della Medaglia d'Oro al Valore Aeronautico.ritorno al testo

11 Classe 1908; morto nel 1988.ritorno al testo

12 Mario Vittorio Biletta, classe 1915, nella vita civile fabbro; soldato del 52° Reggimento di Artiglieria di Corpo d'Armata, fu disperso in Russia proprio nel dicembre 1942, in seguito alla tragica ritirata delle truppe italiane.ritorno al testo

13 Si intende "Divisione Sassari". ritorno al testo

14 Classe 1920, morto nel 1996.ritorno al testo

15 Don Luciano Giaccone, nato a Torino nel 1914, morto a Moncalvo nel 1992; Viceparroco a Moncalvo nel 1941 subito dopo l'Ordinazione, fu poi Cappellano militare di un Reggimento d'Artiglieria dislocato in Yugoslavia; andò Cappellano per espresso volere di don Bolla, che avrebbe voluto di persona e nonostante l'età non più verde ritornare a servire la Patria. Don Giaccone sarebbe poi stato Prevosto di Cocconito e di Cereseto, infine Parroco di Alfiano Natta dal 1978 alla morte. Era Canonico onorario della Cattedrale dal 1969.ritorno al testo

16 Classe 1921, soldato del Genio, internato in Germania; morto nel 1990.ritorno al testo

17 Angelo Roncali, classe 1910; morto nel 1953. Soldato del 1° Reggimento di Artiglieria alpina.ritorno al testo

18 Classe 1923; deceduto nel 1979.ritorno al testo

19 Giovanni Sorba, alpino della classe 1912; morto nel 1997.ritorno al testo

20 Maestro elementare, poi insegnante di Lettere alla Scuola media di Moncalvo.ritorno al testo

21 Classe 1913; morto nel 1966.ritorno al testo

22 Classe 1920, soldato del 1° Reggimento di Artiglieria controaerea.ritorno al testo

23 Giuseppe Castellano, classe 1910: soldato nel 29° Reggimento di Fanteria. Combattente in Africa Settentrionale, prigioniero in Tunisia, trasferito poi in Gran Bretagna e Francia, morirà il 9 luglio 1953 nel crollo del capannone della fabbrica "Rota".ritorno al testo

24 Classe 1921; soldato nel 3° Reggimento Alpini. Caduto prigionieo a Montecassino nel febbraio 1944 fu poi internato in Germania.ritorno al testo

25 Piero Pecchio, nato a Verolengo nel 1910, morto nel 1958; il figlio Enrico morirà decenne nel 1952. ritorno al testo

26 Classe 1921, della Stazione di Moncalvo; morto nel 1989.ritorno al testo

27 Classe 1919; morto nel 1992.ritorno al testo

28 Classe 1912, soldato del Genio.ritorno al testo

29 Richiamato della classe 1900; morto nel 1980.ritorno al testo

30 Renato Massoglio, classe 1923: morirà il 5 agosto 1943 in ospedale a Guastalla per cause dipendenti dalla guerra.ritorno al testo

31 Classe 1921; morto nel 1992.ritorno al testo

Sommario del Bollettino n. 4

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