Angela Biedermann
LA PRIMA ENCICLICA DEL 2000?
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Nei mesi scorsi il settimanale cattolico
"Famiglia Cristiana" ha indetto un concorso, in
occasione del ventesimo anno di pontificato di Giovanni Paolo
II. I lettori sono stati invitati a scrivere una lettera
rivolta al Papa, su argomenti di loro scelta: una scelta di
queste lettere "aperte" è stata raccolta e
pubblicata in un libro, dal titolo "Caro Papa...",
offerto in primo luogo al Sommo Pontefice e poi agli abbonati
del giornale.
Anche la nostra Collaboratrice ha scritto una lettera,
affrontando un tema curioso, di indubbio interesse:
latteggiamento della Chiesa nei confronti degli
animali.
Lo scritto non è stato pubblicato da "Famiglia
Cristiana", ma noi lo riteniamo degno di attenzione da
parte dei nostri Lettori, molti dei quali conoscono
lAutrice. Siamo certi che tutti apprezzeranno questo
intervento stimolante e provocatorio.
- Angela Biedermann Camandone è nata a Cuneo nel 1922.
- Laureata in Pedagogia ad indirizzo psicologico.
- Crocerossina nella seconda guerra mondiale.
- Insegnante per ventanni nella Scuola Aziendale
della Trasformazioni Tessili (T.T.) a Moncalvo e in
seguito nelle Scuole Statali di Torino.
- Autrice di testi scolastici, diari, romanzi e
articoli per riviste.
- Collabora con il WWF (Fondo Mondiale per la Natura) e
con lENPA (Ente Nazionale Protezione Animali).
- Risiede in Andora (Savona).
«Andora Pasqua 1998
Al Vicario di Cristo Karol Wojtyla,
Parola forte dun Dio silenzioso affido un pensiero
che da sempre mi tormenta, con la speranza che, accettato e
divulgato, diffonda il grido di dolore di chi, dalla natura,
è condannato al silenzio. È un seme che affido al vento
dello Spirito, perché lo sparga in un terreno pronto ad
accoglierlo. Chi ti scrive è una donna cristiana e cattolica
per tradizione. Il silenzio di Dio, nei terribili avvenimenti
dellumanità, mi sconcerta. Seguo il pensiero del
filosofo spagnolo De Unamuno: "Io vivo come se un giorno
questo Dio misterioso mi dovesse giudicare". E
lattesa di un giudizio divino salva sovente da molti
errori.
Lo so. Pesa sulle tue spalle, Papa Karol Wojtyla, tanto
dolore. Il dolore tuo, affrontato con generosità e il dolore
duna umanità schiavizzata dal vampiro del denaro. Pesa
la responsabilità di rendere il mondo più buono. E tu puoi
rendere luomo più buono, perché quando parli il mondo
ti ascolta.
Mentre ti scrivo, dallarchivio della memoria si
risvegliano le pesanti accuse rivolte alla Chiesa per il suo
silenzio sul rapporto che luomo deve avere con gli
altri esseri viventi. La responsabilità di questo silenzio,
soprattutto nel secondo millennio, viene in gran parte
attribuita al pensiero espresso da Tommaso dAquino
nella Summa e adottato dalla Chiesa Cattolica:
"Luomo è il re della creazione e gli animali
altro non sono che cose di cui può servirsene
liberamente".
Si è così diffusa una fede acosmica, lontana
dallottica della comunione e tutta rivolta a favore del
consumo. Mi ha interessato un libretto talmente piccino da
passare inosservato nella babele delleditoria:
"UOMINI E ANIMALI VISTI DAI PADRI DELLA CHIESA", a
cura di Enzo Bianchi, priore di Bose.
Il monaco, come un abile pescatore di perle, ha
evidenziato dalle opere dei Padri della Chiesa gli spunti
validi ai quali attingere per attutire le accuse rivolte alla
Chiesa Cattolica. Ottima ricerca, ma insufficiente a colmare
il silenzio dei secoli. Occorre qualcosa di più. Occorre una
presa di posizione, un grido dallarme, un richiamo
accorato. Occorre una ENCICLICA FORTE che scuota il mondo,
rompa questo silenzio colpevole.
Tu la puoi scrivere. E potendolo fare, la devi scrivere,
Papa Karol Wojtyla.
Ho dimenticato le citazioni dei Padri, ma non potrò mai
dimenticare lintroduzione nella quale il monaco,
pescatore di perle, ricorda un episodio della sua infanzia.
Erano gli anni del dopoguerra e nelle campagne del
Monferrato i ragazzi, figli di contadini, a contatto con
animali di ogni genere, manifestavano sovente la loro
violenza con atti crudeli. ma nelle lezioni di catechismo il
parroco li richiamava al rispetto degli animali e suggeriva
loro di accusarsi, in confessione, anche delle sofferenze
inflitte loro senza motivo. Non osava pronunciare la parola
"peccato", ma li abituava a quella particolare
"delicatezza di coscienza" che porta a rispettare
qualsiasi essere vivente, capace di sentire e di soffrire.
Confesso che non ho mai udito dalla bocca di un sacerdote
cattolico parole simili a quelle pronunciate da un umile
prete di campagna. Carissimo Papa Karol Wojtyla, se i giovani
doggi cedono al fascino delle religioni orientali, uno
dei motivi è proprio questo silenzio della Chiesa. Abbiamo
un San Francesco che accarezza il muso teso di un lupo.
Abbiamo, nel Vangelo, delicate parole sulla pecorella
smarrita, ma non cè nella storia della Chiesa un
richiamo forte sul rapporto violento instaurato tra
luomo e gli altri esseri viventi. Esiste la "Carta
dei diritti degli animali", ma occorre un amplificatore
che svegli le coscienze. Tu, Karol Wojtyla, puoi essere
questo amplificatore.
Gli animali sono creature innocenti e meravigliose per la
strabiliante organizzazione dei loro istinti. Sono creature
che da secoli alleggeriscono le fatiche delluomo, lo
nutrono col latte, la carne, il sangue e lo vestono con la
loro pelle. Sono creature che sanno amare e soffrire. E la
loro sofferenza è un urlo di dolore che sale al Creatore e
lo fa pentire daver permesso alluomo di dominare
la terra.
In nome della scienza si compiono, ancora oggi,
esperimenti atroci e senza le opportune anestesie. In nome
dello sport è autorizzata la caccia che lascia agonizzare
migliaia di volatili con le ali e le gambe spezzate. Vengono
usate trappole diaboliche che provocano sofferenze atroci.
Lallevamento degli animali destinati
allalimentazione viene sovente fatto in veri e propri
lager, dove lo spazio vitale è ridotto al minimo. Il
trasporto degli animali da macello avviene in condizioni di
estrema sofferenza per mancanza di spazio, di cibo e di
acqua. I vitellini separati dalla madre e imprigionati in
stalle più o meno razionali hanno nei grandi occhi luminosi
una tristezza infinita, simile a quella del cane abbandonato
sullautostrada. E i pesci lasciati morire per
soffocamento e le aragoste gettate vive nellacqua
bollente, perché la loro carne risulti più tenera e i tori
sacrificati crudelmente nelle corride e mille altre violenze
a tutti note.
La complessa problematica delleconomia e della
concorrenza e gli argomenti pro e contro un certo modo di
servirsi degli animali non giustifica lenorme prezzo di
sofferenza che li schiaccia.
Dallelefante ucciso per prendere lavorio,
alla formica chiusa in un recipiente di vetro per essere
esposta come opera darte, cè una violazione
della natura contro la quale occorre alzare la voce, urlare
la propria indignazione. Molti lo fanno, ma tu solo puoi
farlo con quella forza che deriva dal carisma eccezionale che
possiedi e dalla concezione cristiana che rappresenti. Una
concezione spiritualista deve battersi per evitare, per
quanto è possibile, il dolore di qualunque creatura. Dolore
che non è commisurabile col peso, le dimensioni, la natura
stessa dellanimale.
In primavera mi sono incuriosita nellosservare
lorganizzazione delle processionarie, insetti che si
cibano degli aghi dei pini. Si radunano a terra, come in
concistoro per eleggere la loro guida e stabilire
lordine nella processione. Ignoro con quale criterio lo
facciano, ma cè un istinto meraviglioso che le guida.
Quando, nellattraversare una strada, vengono in parte
schiacciate dalle ruote di una macchina, disorientate, si
consultano nuovamente e riprendono la processione.
Papa Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II, Vicario di Cristo
figlio di un Dio Creatore, alza la tua voce, scrivi una
ENCICLICA, LA PRIMA NELLA STORIA DELLA CHIESA, PER RICHIAMARE
LUOMO AL RISPETTO DELLA NATURA.
Evitando le sofferenze in ogni essere creato, luomo
diverrà più sensibile, quindi più buono anche verso i suoi
simili.
Ti prego, scrivi questo documento ufficiale in modo che,
alla fine del secondo millennio cristiano, la Chiesa si
faccia voce degli innocenti che non hanno voce.
Ti ringrazio a nome delle persone che si interessano di
questo problema e a nome degli animali, dal più grande al
più piccolo.
Ogni dolore evitato, ascoltando il tuo richiamo, sarà un
passo avanti verso la civiltà, LA CIVILTÀ CRISTIANA»
Angela Biedermann
Sommario di Pagine Moncalvesi n. 6
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