Mirella Mortarotti van Rooijen
DUE POESIE PER NON DIMENTICARE IL DIALETTO MONFERRINO
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Proseguendo nella proposta di componimenti poetici in
lingua e in dialetto, opere di autori locali, ospitiamo
questa volta Mirella Mortarotti van Rooijen, moncalvese
anzi castellinese insegnante ed amante della
cultura piemontese in tutte le sue espressioni, prima fra
tutte la lingua.
Ella ci propone due sue poesie in monferrino, entrambe
premiate in ambģti concorsi.
Quelle di Mirella Mortarotti sono poesie che rinnovano
il ricordo, che scavano in quella parte dellanimo che
nasconde e preserva le cose pił delicate e struggenti.
Una sola precisazione va fatta da parte della
Redazione: la grafia del piemontese non č affatto
assoggettata a regole omogenee, accettate da tutti i poeti.
Chi legga queste due poesie e poi le confronti con quella di
Vincobrio presentata da Corrado Camandone non potrą che
notare differenze. Anche se manca perciņ una forma unificata
per la scrittura del piemontese, tuttavia ciņ che conta per
noi č il suo contenuto, la sua musicalitą, gli infiniti
sentimenti che anche poche righe possono suscitare
nellanimo del Lettore.
Mirella Mortarotti van Rooijen č nata a Castellino,
frazione di Moncalvo.
Diplomata presso lIstituto magistrale
"Lambruschini" di Genova, č stata insegnante
elementare di ruolo a Castellino fino allanno
scolastico 197172; nel settembre 1972 č stata
assegnata dal Ministero degli Afffari esteri alla Sezione
Italiana della "Scuola Europea" di Bergen N.H.
(Olanda), venendo successivamente incaricata a rappresentare
la scuola nellambito del progetto di riforma del
programma di Lingua Italiana ad uso delle "Scuole
Europee".
Dal 1989 al 1991 ha fatto parte della giuria del Concorso di
poesia "Moncalversi", per la sezione del dialetto
piemontese.
Nellottobre 1993 ha ottenuto il primo premio al
Concorso regionale di poesia dialettale "Cittą di Acqui
Terme e Confraternita dei Cavalieri di San Guido di
Acquosana" con la poesia "La cumbineuss".
Nel marzo 1994 č stata premiata con targa al Premio
letterario "Donne di Monferrato" a Casale per il
racconto in lingua "La Casalasca".
Nel settembre dello stesso anno ha conseguito il premio
speciale "M. Merlo" al Concorso regionale di poesia
dialettale "Cittą di Acqui Terme e Confraternita dei
Cavalieri di San Guido di Acquosana" con la poesia
"Lasagg".
Nel marzo 1995 lOrdine dei Maestri Coppieri di Aleramo
di Casale le ha attribuito il Premio AlPaGo
(AleramoPaleologiGonzaga) quale apprezzamento del
suo interesse verso la cultura e la lingua monferrina.
Nellottobre dello stesso anno per il racconto in lingua
"Il ciribibin" le č stato attribuito un
riconoscimento alla prima edizione del Premio letterario
"Circolo culturale Amici dei Batł" di Altavilla
Monferrato.
Nel dicembre 1996 ha tenuto una prolusione alla serata
inaugurale dellanno sociale del Rotary Club di Casale,
dove ha letto e commentato alcune delle poesie dialettali
contenute nella sua raccolta.
Nel febbraio dellanno successivo ha partecipato al
programma televisivo "Geo & geo", dove ha
presentato la sua raccolta di storie brevi sul mondo degli
insetti.
Nel settembre si č aggiudicata il Premio speciale della
giuria al Concorso regionale di poesia dialettale
"Cittą di Acqui Terme e Confraternita dei Cavalieri di
San Guido di Acquosana" con la poesia "La strą di
me brich".
Riveste attualmente la carica di Commissario designato dalla
Giunta municipale nella Commissione preposta al Centro civico
"Gen. Carlo Montanari" di Moncalvo.

Castellino in un carboncino di Giuseppe
Ferrero (1976) g.c. Mirella Mortarotti
| LA CUMBINEUSS 1) d visi,
Vigin,
quand chad uardavi
la me cumbineuss
stendija
cun quaich cantun an poch leuss
perché lera ad me mama?
Mi am vergugnava tant
ca leissa nen vi l pissėt,
ca la fijssa nen stacia finna
cmé al curpėt
dla me padrunna.
Ma peu
ti tai bassą al capč ans ij eucc,
teu visti ridi
suta ai barbiss
e sun amnia russa...
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LA SOTTOVESTE Ti ricordi, Vigin,
quando guardavi
la mia sottoveste
distesa
con qualche angolo un po consumato
perché era di mia mamma?
Io mi vergognavo molto
che non avesse avuto il pizzo,
che non fosse stata fine
come il corsetto
della mia padrona.
Ma poi
ti sei calato il cappello sugli occhi,
ti ho visto ridere
sotto i baffi
e sono arrossita...
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| LA STRĄ DI ME BRICH2) La strą di me
brich
lč mmachi pü n santč
daruej e ad vembrinn,
i pass
sangambaru an mess jerbass.
E püra
s'alvava al lavertin-n
sturtją a la riva bassa
a scundi i bütt guluss,
la costa dal tuf bleu
nver la Rulassa
ansüpija dlacqua dla duss
la sava ad frėsculinn.
E püra
la mandula dla Crėnna
fiurija cuntra al cel
lera arciam ad nivuli
davėtti anfarnisij
na sapa chla martlava
lą davzin
la tėppa za snervaja
minca ntant la lüziva tra l gazij.
Lč mmachi pü n santč
daruej e ad vembrinn...
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LA STRADA DEI MIEI BRICCHI La strada dei
miei bricchi
č solo pił un sentiero
di rovi e di vitalba,
i passi
incespicano tra le erbacce.
Eppure
cresceva il luppolo
avviluppato alla ripa bassa
per nascondere i germogli gustosi,
la falda di tufo blu
verso la Rolassa
intrisa di acqua della fonte
odorava di fresco.
Eppure
il mandorlo della Crenna
fiorito contro il cielo
era richiamo di nugoli
di api frenetiche
una zappa che picchiava
lą vicino
il terreno erboso gią svigorito
a tratti luccicava tra le acacie.
Č solo pił un sentiero
di rovi e di vitalba...
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1) Primo premio al Concorso
regionale dialettale 1993 "Cittą di Acqui - Confraternita
di San Guido di Acquosana - Enoteca Regionale di Acqui
Terme". ritorna al testo
2) Premio speciale della Giuria al
Concorso regionale dialettale 1997 "Cittą di Acqui -
Confraternita di San Guido di Acquosana - Enoteca Regionale di
Acqui Terme". ritorna al testo
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