RECENSIONI

Agostino Della Sala Spada
"Nel 2073! Sogni d’uno stravagante"
Ristampa anastatica dell’edizione del 1874
Saggio introduttivo di Simonetta Satragni Petruzzi
Edizioni dell’Orso, Alessandria; 1998 lire 25.000

UNA GRANDE LEZIONE SOTTO LE VESTI DELLA FANTASIA E DELL’UMORISMO

Il libro di Agostino Della Sala Spada, pubblicato nella prima versione nel 1874, è risuscitato nella ristampa anastatica grazie alla lodevole iniziativa della Biblioteca civica "Franco Montanari" di Moncalvo e al decisivo contributo della Provincia di Asti, della Città di Moncalvo e del Comune di Calliano.
È un’opera che si presenta con una particolare dignità, perchè compare sul mercato librario non perchè legata a un nome di moda o di cassetta, ma all’insegna della più sincera e disinteressata ammirazione nei riguardi di un personaggio dotato di rara cultura e di squisita sensibilità.
L’ottimo saggio introduttivo di Simonetta Satragni Petruzzi ci presenta questo romanzo di fantascienza, lo inquadra nel suo tempo, cita le opere dello stesso genere che potrebbero aver favorito la sua nascita, e le opere pubblicate in seguito, che potrebbero aver attinto ispirazione e scenari dall’opera del nostro autore, Con analisi puntuale mette a confronto le varie opere e ne mette in risalto affinità e divergenze. Offre una bella sintesi del romanzo, che fu pubblicato in seconda versione nel 1909.
Nel saggio troviamo anche l’elenco completo delle opere, tra cui vogliamo ricordare in modo particolare MONDO ANTICO, grande romanzo ambientato nell’antica Roma, dal quale l’autore del QUO VADIS? molto probabilmente ha preso non solo l’ispirazione, ma addirittura la trama e i personaggi (con nomi cambiati) del suo famoso e fortunatissimo romanzo.
Non poteva mancare un profilo della personalità dell’autore, che ebbe fama inferiore ai suoi meriti, come possiamo rilevare da questo brano, ricco di informazioni e di ammirazione:
"Qui ci limitiamo a dire che, almeno nella sua piccola patria, dove un tempo fu ben noto e molto amato, è doveroso che venga convenientemente ricordato: avvocato brillante e generoso, persona di squisita sensibilità e profonda rettitudine, carattere gioviale, scrittore piacevole, uomo di vasti interessi e ampia cultura, ci sembra avere requisiti sufficienti per essere un personaggio di cui andare fieri, tanto più che egli non volle mai abbandonare la sua terra natale, sebbene al successo di pubblico e di critica dei suoi scritti assai più avrebbero giovato l’atmosfera culturale di una grande città. Un amore, dunque, il suo per la sua terra che non si può non ricambiare senza colpa".

Protagonista del romanzo è Saturnino Saturnini (nome di sapore mitologico e astrologico) che vuol fare l’esperimento di "fermare la vita per rinascere nel futuro". Nel 1873 si sottopone a una particolare "operazione" eseguita dal dotto professor Rokroktwen che con un procedimento fisico–ipnotico lo addormenta per duecento anni.
Al risveglio si trova davanti allo spettacolo più meraviglioso che si possa immaginare: un mondo totalmente diverso e trasformato in meglio, secondo le attese e le congetture delle generazioni di duecento anni prima. Inizia da Torino un viaggio straordinario alla scoperta di tutte le strabilianti novità, realizzate dal progresso in tutti i campi dell’attività umana: mezzi di trasporto, di comunicazione, metodi di costruzione, alimentazione, terapia, controllo parziale della meteorologia, e via dicendo; il tutto realizzato da una società civile virtuosa, pacificata, unita persino in un’unica lingua: il latino.
Ovviamente Saturnino Saturnini è al centro della curiosità mondiale e perciò è invitato a raccontare in "mondovisione" com’era il mondo e la società di duecento anni prima. Dal Tempio degli Immortali, sorto sulla collina torinese, sotto una campana di cristallo, comunica con tutto il mondo e descrive tutte le magagne dei tempi passati, tra esclamazioni di meraviglia e di indignazione degli spettatori riuniti attorno a lui e in ogni parte del mondo. Racconta della giustizia ingiusta (lui, avvocato, che la conosceva bene), del fisco incontentabile, dell’infedeltà coniugale, della scuola degradata, della prostituzione, della delinquenza, della pena di morte.
Poi compie, con grande seguito, un viaggio in pallone volante da Torino alle coste dell’Africa (il deserto del Sahara cambiato in mare), poi alle isole Filippine, dove tutti finiscono naufraghi a causa di un uragano. In una remota isola, dove erano stati deportati tutti i comunisti perchè potessero realizzare in libertà la dittatura del proletariato, scoprono una povera umanità, ridotta alla miseria e alla fame, ultime conseguenze di premesse errate e disumane.
Circondato dalle meraviglie del mondo del 2073, Saturnino Saturnini eleva un inno di lode al cervello umano, sorgente di un progresso tecnico meraviglioso, accompagnato da un grande progresso morale, fondato sulla religione cristiana, rettamente intesa e praticata.
Al termine della lettura, noi che siamo svegli a metà circa del suo sonno–visione, non possiamo fare a meno di notare che nel campo tecnico sono stati fatti fino ad oggi progressi tali da superare di molto le fantastiche previsioni del nostro romanziere. Mentre nel campo morale siamo rimasti allo stesso livello del 1873, se non peggio. La sua testimonianza sugli intrallazzi della politica, il fisco, il lotto, le truffe, la prostituzione, le stravaganze della moda, le mode culturali invece della cultura, il capovolgimento dei valori, "il vizio divenuto virtù, virtù il vizio", non è molto diversa da un telegiornale dei nostri giorni.
L’auspicio dell’avvento di una società migliore è per i pessimisti una ingenua aspirazione; mentre per gli ottimisti è una prospettiva a cui non si può rinunciare. Ogni piccolo progresso migliora la condizione umana, ruba terreno al dolore e alla morte, allarga il giardino delle legittime gioie. È questa la lezione che si può ricavare dalla divertente lettura dei "sogni di uno stravagante" ricco di cultura e di umanità.

Corrado Camandone

 

Sommario di Pagine Moncalvesi n. 6

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