SPESE PER LA VISITA PASTORALEQuando nelle nostre comunità rurali si affacciava la figura nobile e non poco misteriosa del Vescovo di Casale a compiervi la visita pastorale, era davvero un avvenimento.
La Comunità civile il Municipio, per intenderci si vedeva, suo malgrado, costretto a sobbarcarsi una serie di ingenti spese per i preparativi, qualche festeggiamento (spari di mortaretti, non certo cose strabilianti) e soprattutto per lalloggio ed il vitto della interminabile sequela di canonici, sacerdoti, camerieri e servitori che facevano da corte al presule.
DallArchivio storico del Comune di Terruggia (Alessandria) riproponiamo qualche documento inedito sullorganizzazione logistica della visita pastorale compiutavi nel settembre 1725 da monsignor Pietro Secondo Radicati,1) Vescovo casalese.Le due tavole2)
"Notta delle persone che devano accompagnare Monsignor illustrissimo e reverendissimo Pietro Secondo deRadicati Vescovo di Casale in occasione della Visita Pastorale che principiarà li 5 settembre 1725.
Monsignore illustrissimo e reverendissimo medesimo;
li signori Canonici della Cathedrale teologo Ottaviano Maurilio Pasquini et Evasio Gioseppe Tiranti che serviranno di coadiutore nella Visita e penitentieri;
il signor don Giovanni Battista Carbone in qualità di predicatore e confessore;
il signor Canonico Boccha Cancelliere, che rogarà li atti della Visita;
il signor don Evasio Maria San Felice, segretaro di Monsignore e capellano;
il signor don Valenti che farà anche lufficio di mastro di casa et coadiutore del Cancelliere;
il signor don Giovanni Battista Capriolo, Ceremoniere che disporrà et regolarà tutte le sagre fontioni;
il signor don Giovanni Battista Chiara, Caudetario coadiutore del Ceremoniere;
un cameriere per la persona di Monsignor illustrissimo;
un altro cameriere che farà anche lufficio di credentiere e proveditore immediato di tutto ciò che riguarda la mensa nobile per lequipaggio;
un cuocho che sarà anche proveditore immediato di tutto ciò che si risguarda per la cucina;
li due portantini di Monsignore che farranno lufficio de stafieri et uno demedemmi sarà destinato a servire li signori Canonici et laltro la famiglia nobile;
il carozziere che condurrà il cocchio di Monsignore et avrà tutta lincombenza decavalli et vetture;
unaltra persona che sarà destinata in aiuto del carozziere che assisterà al baggaglio et altri beni"Il totale delle persone ascende, dunque, a 15, oltre il Vescovo.
La lista delle pietanze
"Un bollito o culattino o ponta di petto di lire3) otto circa, oltre la gionta, un rostito di lire sette circa, sei libre di coscia, una lira e mezzo di frittura,4) un piccione, quattro polastri in cadun giorno, e questa provisione dovrà servire per mattina e sera di un giorno, et lo stesso si farà per laltro giorno.
Si prenderà quattro libre di butirro5) frescho, due libre di lardo, tre libre di formaggio piacentino vecchio, qualche poco di ordinario, due donzene dova, frutta della stagione; tre limoni, insalata, ravanelli, un poco di aglio et cipolla; sale due libre, un poco di olio doliva; un soldo di pepe, due parpaiole di spetiarie; per minestra due coppi6) di riso, una libra e mezza di fidelini, verze, qualche sellero,7) due libre di candele.
Pane per la tavola nobile: soldi 14 al giorno, oltre qualche pane cioè due soldi di pastamole; per la servitù pane ordinario e competente soldi 18 al giorno.
Vino nero che non sia dolce, una brenta circa in tutto; qualche amola8) di vino biancho.
Si terrà in pronto un piccol rinfresco per i bovari che darranno lequipaggio""Utensili di tavola.
Una tavola capace di dieci persone con un mantile e dieci mantilotti9) alquanto civili, et due salviette; un tavolino con un mantile e selvietta ordinarii per la credenza; altro mantile con sette mantilotti per la servitù con posate; altro mantilotto con due mantilotti ordinarii; cinque donzene circa di tondi, quattro piatti grandi, sei sciette; un cebaro,10) una secchia; un bacino11) con suo piede; sei in sette amole con cinque o sei bicchieri; tre o quattro candellieri"
"Per la cucina.
Una ramina12) grandetta, un bronzo,13) un bronzino, due pignattine; una secchia, unasta e altre minuvie da cucina; un cattino per lavare, un cebaro secchia, due faldeloni, legna picciuola e grossa, acqua.
Un huomo et una donna per aiutare in cucina.
Nove letti, avertendovi che vicino alla stanza di Monsignore vi sia un letto per i camerieri.
Quattro o cinque orinali.
Sarebbe ottima cosa per il buon alloggio almeno di Monsignore pregare la signora Giovanna14) della sua casa, che volontieri la concederà al Prelato.
Una scuderia capace di cinque cavalli con rubbi 20 circa di fieno buono, paglia, un bottallo di acqua per detti cavalli quando non vi sai pozzo in comodità.
Si notarà la spesa tutta minutamente per farne la lista quando il signor Preposto non si assumesse lui lincombenza per tale provisione, mediante un accordo a misura delle forze della Comunità, et in tal caso sarà superfluo notare"Si tenga presente che questa lunga lista di cibarie, utensili ed oggetti venne espressamente fornita dalla Curia casalese allamministrazione terruggese. Nella stessa missiva però lo stesso Vescovo soggiungeva:
"Affinchè però queste [le spese, n.d.R.] siano moderate, si farà una sola mensa oltre quella della bassa fameglia, e dovrà esser servita con frugalità nel modo che verrà accennato dal sacerdote Valenti che in qualità di mastro di casa precederà il nostro arrivo. Onde ogni sorta di cibo raro e dispendioso e tutte le confetture dolci, pasticierie di qualunque qualità et altri comestibili non usuali nelle mense famigliari non dovrenno provedersi, perché in nessun modo tollereremo che siano poste in tavola. A questa unicamente interverranno i nostri Ministri e famigliari senzammettervi alcunaltra persona di qualunque grado, premendoci sommamente che il publico veda che non si spenderà che il puro necessario".Per la cronaca, le spese per quella Visita ascesero a 28 lire per le cibarie, oltre 5 per i mortaretti da sparare in segno di giubilo, oltre una lira per il noleggio di due cavalli, ed altri vari esborsi, per un totale di 41 lire, 16 soldi e 8 denari.
Il Vescovo di Casale monsignor Pietro Secondo Radicati di Brozolo titolare della cattedra di Sant'Evasio dal 1701 al 1727NOTE
1) Nato nel 1671 a Cellamonte dal nobile casato dei Radicati di Brozolo, fu Vescovo di Casale dal 1701 al 1727; giudicato inviso ad alcune fazioni casalesi, fu traslato alla sede episcopale di Osimo, nelle Marche, dove morì nel 1729. ritorno al testo
2) Si chiamava "tavola nobile" linsieme degli ecclesiastici che partecipavano alla Visita, mentre unaltra "tavola" ritorno al testo
3) "Lire" sta per "libbre", unità di peso corrispondente a circa 300 grammi. La libbra era la ventiquattresima parte del rubbo e a sua volta si suddivideva in 12 once. ritorno al testo
4) Va inteso, probabilmente, come fegato ("frittura nera") o, meno probabilmente, come polmone ("frittura bianca"). ritorno al testo
5) Butirro = burro. ritorno al testo
6) Il coppo era la sedicesima parte dello staro, unità di misura per aridi, in particolare granaglie e riso. ritorno al testo
7) Sellero = sedano. ritorno al testo
8) Amola = ampolla, recipiente particolarmente destinato al vino. ritorno al testo
9) Mantilotti = salviette (le "selviette" sono invece asciugamani. ritorno al testo
10) Cebaro = mastello. ritorno al testo
11) Bacino = bacile, bacinella. ritorno al testo
12) Ramina = pentola in rame. ritorno al testo
13) Bronzo = marmitta, pentola grande in bronzo. ritorno al testo
14) Si tratta di Giovanna Piacentini, come si leggerà più oltre, cospicua abitante di Terruggia, che ebbe lonore di ospitare il Vescovo Radicati nella propria abitazione, considerata particolarmente salubre "per le di lui [Vescovo, n.d.R.] indisposizioni". ritorno al testo
Sommario di Pagine Moncalvesi n. 6
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