PREFAZIONE
di Simonetta Magari
Psichiatra. Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma
Sarò capace io di perdonare / perché sian perdonati i miei peccati? Una scossa fulminea che colpisce a freddo e suscita sorpresa ed emozione che sciolgono la mia riserva. Avevo infatti una forte resistenza a scrivere questo foglio, ma mi sono trovata davanti uno scritto dalla lettura agevole, profondo nei contenuti e poetico nella forma. E mi è venuta la voglia di costruire questa mia pagina con gli stessi versi dell’autore, così pieni e intessuti di pensieri e ripensamenti, di dubbi e scoperte, di domande e problemi, e soprattutto di tentativi di risposta; insomma egli,con i suoi interrogativi sui difetti comuni della donna e dell’uomo della strada (e di noi cristiani!), intesse un dialogo con la Parola, e ci coinvolge nella riflessione del Vangelo di Luca, terzo volume dopo quelli analoghi sul Vangelo di Matteo e di Marco. Stesso stile, stessa forma poetica in endecasillabi a rima alternata.
Cambiamento” è forse la parola più usata in questa panoramica rapida, intrigante e provocatoria dei nostri problemi quotidiani:il denaro, il potere, la presenza dello straniero, il giudizio temerario,la presunzione,l’ingordigia, la società opulenta, l’educazione dei figli, la supponenza professorale, il cristianesimo di facciata,lo spreco delle risorse, la dissipazione. Ogni problema ch’egli avverte come suo, in realtà, tocca chiunque di noi, ed è per questo che egli parla ora al maschile, ora al femminile (allusione alla moglie Lucia con cui condivide il suo cammino di fede?), ora col noi. Ed è un io e un noi che ci coinvolgono e ci interpellano in prima persona. Chi può dire «Io non c’entro?». Attraverso il suo interrogarsi, l’autore sottolinea come l’ascolto della Parola non può lasciare indifferente chi l’accoglie; è sempre un incontro straordinario con Dio e il nutrimento della vita di ogni cristiano. Dopo averla accolta non si può più essere quelli di prima. La Parola bussa al cuore dell’uomo e chiede un cambiamento di mentalità e di vita.
Cambiamento che è conversione, logica conseguenza di un Vangelo vissuto: Voglio correre anch’io fra le Tue braccia e sia festa per la mia conversione (Far festa). Forse non è casuale che l’autore dedichi al problema del perdono le tre poesie che rompono lo schema dei 28 versi, e vanno oltre, per farci vivere in presa diretta le emozioni dei protagonisti dei tre racconti. Egli si identifica col figlio che lascia la casa paterna e tenta l’avventura da solo. Lì toccherà il fondo e decide di tornare dal padre, certo che lo sta aspettando a braccia aperte: E così fece e vide da lontano / un uomo sì che incontro a lui correva/ fu un attimo ed un padre stanco e anziano / il figlio suo perduto al cuor stringeva. Si identifica col dottore della legge che sfida il Signore chiedendogli chi sia il “Prossimo”; e ne vien fuori un poemetto dal dialogo serrato fra i due, dove troviamo il percorso della conversione e dell’impegno verso tutti“i Prossimi” del nostro tempo, dal bambino / insidiato da turpe intendimento alla sconosciuta / che dalla solitudine è tradita, dall’uomo che violenta la Natura a quegli altri sventurati / che nella droga cercano la via. E di fronte ad un campo così grande da evangelizzare il Signore non ci manda allo sbaraglio, ma ci suggerisce il criterio che dà la certezza del successo per essere un buon samaritano-missionario: affidati alla preghiera, abbi un animo contrito e sii misericordioso con chi ti offende. Così ben “corazzati” possiamo andare, perché il Prossimo ci aspetta. L’autore si identifica infine con la protagonista nell’episodio che dà il titolo al libro, la peccatrice che sospinta dalla voglia di cambiare va a cercare il Signore in casa di Simone e Gli lava i piedi con le lacrime.
Cambiamento che è aspirazione alla santità: Esser beato è la mia aspirazione / la più grande che alberga nel mio cuore(Essere beato). Per tutti i cristiani è sempre forte il desiderio di santità e per farsi santi non occorre entrare in convento,non è necessario consacrarsi a Dio o farsi preti. Ogni laico,ogni persona è chiamata alla santità. Basta fare quello che Dio vuole da noi.
Cambiamento è domandare a Dio quale sia il progetto che Egli ha disegnato per ciascuno di noi. Lucio, professionista,sposo, padre di famiglia, è proprio questo che vuole scoprire e vivere subito, nel presente, oggi, subito, nell’hic et nunc, anche se ammette con sano realismo ma vince quel «comincerò domani» (La porta stretta) così diffuso, segno di pigrizia e di resistenza. Ma il messaggio che emerge dal libro non è un indulgere a tale pigrizia, è piuttosto una vivace reazione a tanti comportamenti che oggi sembrano essere di moda, figli appunto di quella pigrizia, la famosa accidia, che ci spinge a rinviare continuamente l’assunzione di un impegno più serio e profondo nella famiglia, nel lavoro, nell’educazione dei giovani, nella scuola, nell’opera evangelizzatrice.
Cambiamento che è crescere nella fede. Fede che non è scambio o transazione / non è accordo fra pari (Fede), ma è abbandono alla Parola, è risposta alla Sua chiamata, è impegno missionario. Una cosa è sapere che possiamo ricorrere ad un Essere che esiste, che ha pietà di noi, che ha pagato per i nostri peccati, ed altra cosa è vivere e sentirci al centro della predilezione di Dio. Un Padre che ci considera figli degni della Sua infinita misericordia, Crollano tutte le paure che frenano, viene riempita la solitudine, colmato il senso di orfanezza, scompaiono le incertezze.
Cambiamento è stabilire un dialogo quotidiano con Dio. È il filo rosso che attraversa tutto il libro dalla prima all’ultima pagina. Talvolta sorprende il tono stizzito dell’autore di fronte ai messaggi più duri del Vangelo di Luca. Per esempio, di fronte all’invito ad amare i nemici (Lc 6, 27), egli reagisce parlando di follia, di delirio e allucinazioni, di messaggio che stordisce ed allontana. All’intimazione di Gesù di non portare con sé né sacca né borsa (Lc 10, 3) cerca di contrapporre il suo (il nostro!) ragionamento che esalta una vita operosa tranquilla, irrinunciabile per vivere nella sicurezza. È un attimo,quanto basta per guardare la Croce e ravvedersi; il rapporto con Lui fa diventare sicuri, forti e decisi, è la Sua presenza (e non la ricchezza, né il potere, né la frenesia, né l’immagine) a dare un altro colore alla nostra vita. È per questo che noi rispondiamo al Suo amore amando chi ci sta accanto: Non ci sei Tu nel volto dell’oppresso / nel povero e in chiunque ha vita dura? (Manifestazione), la carità è mostrare piena solidarietà / è servirTi con gioia nel fratello (Carità), Il prossimo m’aspetta devo andare (Samaritano).
Cambiamento è la decisa volontà di intessere la propria vita d’un amore autentico e profondo per Lui e per il fratello, come esplicitamente l’autore dichiara nella poesia-riflessione sulla figura di Giuda: Voglio cambiare / dare una svolta vera alla mia vita / voglio viverla solo per amare. Per definire più avanti a Chi occorre guardare per avere la misura dell’amore È la Tua Croce il mio riferimento.
Cambiamento è sentire il Signore come il compagno fedele che cammina accanto a te e ti sostiene, e corre in tuo aiuto ogni volta che tu inciampi, e tu vuoi chiedergli scusa e rialzarti e riprendere il cammino. Egli, infatti, pur chiamandoci alla perfezione,sa che siamo limitati e deboli, ma anche capaci di riconoscere la nostra pochezza. Non è necessario essere perfetti,bravi e inappuntabili, ma avere l’umiltà e la consapevolezza che se conti su te stesso puoi cadere ogni momento, se poggi invece i piedi sulle Sue orme puoi fare cose grandi. E poter gridare Tu nella mia esperienza quotidiana con la certezza che Egli davvero cammina con te, dà sicurezza, speranza e gioia profonda. Sperimentare l’amore di Dio, gustare la Sua tenerezza,è la gioia più grande che possa capitare: Lo sguardo del Signore sul mio viso / mi dà un senso di ineffabile infinito(Samaritano).
Cambiamento è anche affidarsi a Maria. L’autore ha voluto dedicare alla Madre di Dio una sorta di poemetto inserito nel poema: sei poesie dove il cambiamento è raccontato con l’emozione di chi lo vive nella gioia dell’evento (Essere madre è splendido sorriso / gemma che spunta nuova), nella tribolazione del dolore (Vergine Madre ascolta la preghiera / che sale da chi è nella sofferenza), nella speranza che dà la forza a superare ogni ostacolo (E tu Madre accompagna il mio cammino…donami un grano della tua sapienza). L’autore sembra dialogare con Maria, confidando a lei le sue pene come si fa con l’amica del cuore (dolcissima creatura / tu donna come noi), alla quale tu non nascondi nulla, perché ti comprende fin nelle sfumature e ti dà un consiglio più saggio e una vicinanza più concreta di quanto ti aspetti. Avverti il desiderio di affidare a lei il giorno e le sue urgenze e di promettere di pregare pregare e ancor pregare. E potrei aggiungere che cambiamento è accoglienza, è imitare figure come Elisabetta, Zaccheo, Pietro e il centurione; è costruire la pace, e tanto altro ancora.
Basta leggere queste 71 poesie che domenica per domenica ci accompagnano lungo tutto l’anno C, fino all’ultima dedicata alla festa di Cristo Re dove il professor Capoccia riassume il suo sforzo durato tre anni in un grido gioioso che è offerta e confessione:Tutta e solo per Te la mia poesia.
Ma per concludere mi piace porre l’attenzione sulla scelta del titolo. Sospinta dalla voglia di cambiare è la Maddalena, personaggio centrale, su cui torno volentieri. Qui è racchiuso, a mo’di modello quanto mai appropriato, e raccontato con emozione che suscita emozione, il senso di un radicale cambiamento di vita. Di fronte a Dio, chi non è peccatrice? Chi non è peccatore?E sono grata a Lucio, al quale mi lega un sincero rapporto di amicizia nata grazie ad un significativo percorso di lavoro comune,d’aver dato un forte rilievo al femminile, ponendolo al centro del suo mondo poetico, sin dal titolo del libro.
Sospinti da tanta provocazione, non viene davvero la voglia di cambiare?