| La realizzazione di pozzi |
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Per ottenere l’autorizzazione per la trivellazione di un pozzo, è importante distinguere l’uso che si intende effettuare delle acque captate. In caso di uso domestico (innaffiamento di orti e giardini, abbeveraggio bestiame, uso igienico e potabile, purchè tali usi siano destinati al nucleo famigliare e non configurino un’attività economico-produttiva e di lucro) l’autorizzazione va richiesta al Comune, il quale autorizza l’opera con un’autorizzazione edilizia (D.I.A. o Permesso di Costruire). L’uso domestico è libero (fino a portate massime di 2 l/s e 5000 mc/anno) e non è soggetto al pagamento di canoni regionali. In caso di uso diverso dal domestico (rientrano in questa categoria tutti gli usi quali, ad esempio: uso industriale, potabile, igienico-sanitario, irrigazione di aree verdi pubbliche, di aree verdi di pertinenza di ditte e di infrastrutture sportive, antincendio, ecc….) occorre rivolgersi alla Provincia. L’iter autorizzativo in questo caso è più complesso ed articolato. La domanda dev’essere corredata di tutta la documentazione prescritta dal Regolamento Regionale n. 10/R del 29/07/2003 (Relazione tecnica, Studio Idrogeologico, Schede catasto derivazioni idriche). La modulistica è allegata qui sotto, oppure è possibile rivolgersi alla Provincia di Asti – Servizio Ambiente Sezione Risorse Idriche. All’interno di questa procedura è prevista una Conferenza di Servizi, a cui sono chiamati a partecipare vari Enti pubblici (ARPA, Comune, Asl, ATO, ecc… a seconda della tipologia d’uso). A seguito di approvazione del progetto di trivellazione, occorrerà presentare alla Provincia una Relazione Finale corredata dalla dichiarazione di conformità delle opere eseguite al progetto approvato. A seguire, verrà quindi rilasciata la concessione per la derivazione d’acqua sotterranea: a quest’ultima autorizzazione è allegato il Disciplinare, che l’istante dovrà controfirmare, e che l’ufficio provinciale registrerà presso l’Ufficio del Registro e pubblicherà per estratto sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte. A questo punto, è bene sottolineare che è necessario, per tutti gli usi diversi dal domestico, corrispondere un canone annuo alla Regione Piemonte, in proporzione ai quantitativi d’acqua emunta ed al tipo d’uso. Si va da canoni pari a 21,06 Euro/anno per l’uso agricolo, a canoni pari a 2074,21 Euro l’anno per la derivazione di portate superiori ai 14 l/s di acqua ad uso produzione beni e servizi (uso industriale).
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